Cronaca

Un regalo per i bimbi malati nel nome di Mino Reitano

Per i piccoli ricoverati in Pediatria

Un regalo per i bimbi malati nel nome di Mino Reitano
Cronaca Vimercatese, 25 Ottobre 2017 ore 13:58

Un regalo per i bimbi malati nel nome di Mino Reitano.

Per il reparto pediatrico

È un tam tam l'ultimo regalo ricevuto dai bambini degenti del reparto pediatrico Petalo Primula dell'ospedale di Vimercate. Un arredo congeniale alla riabilitazione funzionale dei bambini, e un dono speciale, visto che a consegnarlo ufficialmente alla struttura, martedì pomeriggio, sono stati Vincenzo (per tutti Gegè) e Antonio Reitano, fratelli del compianto Mino, cantautore di origine calabrese che ha vissuto ad Agrate (dove ancora vivono i familiari nella via intitolata all'artista)  dall'infanzia fino alla scomparsa nel 2009.

Amici di Mino Reitano onlus

Hanno consegnato il tavolo da tam tam, già collocato in una delle sale svago del reparto, come membri dell'Associazione «Amici di Mino Reitano Onlus», progetto attivo dal 2015, che ha già partorito numerose iniziative solidali e donazioni a beneficio di diversi reparti ospedalieri italiani. Alla cerimonia hanno partecipato  anche legale rappresentante della onlus, Pino Bernorio, e Maria, mogli di Vincenzo.

Presenti anche il direttore generale dell'Asst (Azienda socio sanitaria territoriale) Vimercate, Pasquale Pellino, il direttore sanitario Ermenegildo Maltagliati e quello socio-sanitario Gabriella Manolo, oltre al personale medico del reparto.

La soddisfazione della responsabile dell'Unità pediatrica

"Devo dire che il regalo è stata una mia richiesta esplicita - ha spiegato Patrizia Calzi, responsabile dell'unità pediatrica - dopo aver subìto esami o accertamenti, infatti, i bambini necessitano di spazi particolari per potersi divertire ed eclissare dalla routine dell'ospedale. La modalità con cui è stato pensato il reparto pediatrico, tra l'altro, con le pareti in grado di cambiare colore, consente già questo tipo di estraniazione. Inoltre il tam tam permette a figli e genitori di poter giocare anche insieme".

 

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