Varedo

Incursione nella chiesetta di Villa Agnesi, ignoti sfondano il portone

Trovati gli armadietti della sacrestia spalancati. L’appello di Enrico Bellosio: «Bisogna fare qualcosa»

Incursione nella chiesetta di Villa Agnesi, ignoti sfondano il portone
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Un altro duro colpo per la chiesetta di Villa Agnesi a Varedo, chiusa da anni e in condizioni di forte degrado. La settimana scorsa, probabilmente di notte, alcuni ignoti hanno sfondato il portone e si sono introdotti nell’edificio sacro di viale Brianza, rovistando negli armadietti della sacrestia alla ricerca di oggetti sacri di cui però non è rimasto più nulla da tempo.

Incursione nella chiesetta di Villa Agnesi, ignoti sfondano il portone

Ad accorgersi dell’intrusione è stato Enrico Bellosio, presidente del comitato per la rinascita di Villa Agnesi.

«Stavo tornando da Desio e passando ho notato il portone spalancato, mi sono fermato subito e sono entrato - ha raccontato - all’interno non c’è rimasto praticamente niente, la chiesetta è completamente spoglia. Ci sono i piccioni che entrano dalle aperture sul tetto e sporcano ovunque. E’ uno scempio, vedere la chiesetta in quelle condizioni è una sofferenza».

Bellosio ha subito telefonato al parroco, monsignor Pierpaolo Villa per avvisarlo dell’accaduto.

Un luogo da preservare

L’episodio riporta all’attenzione l’urgenza di tutelare e mettere in sicurezza un luogo di culto ricco di storia come questa cappella gentilizia annessa alla villa settecentesca dove dimorò la storica matematica Gaetana Agnesi, nonché l’edificio sacro più antico della città. Purtroppo non è la prima volta che avvengono incursioni, furti e vandalismi nella chiesetta. La settimana scorsa il colpo secco al portone lo ha scardinato e ha danneggiato anche le formelle.

L'appello

Bellosio lancia un appello alle istituzioni:

«Bisogna fare qualcosa, sono trent’anni che lo diciamo. Non si può abbandonarla così, è pur sempre una chiesa consacrata. Io in quella chiesetta ci vado da quando ero piccolo e vederla in quelle condizioni fa male a tutti, ci spezza il cuore».

Al momento, l’unica zona della Valera vecchia che può sperare nel recupero sono le cascine situate dietro la cappella gentilizia che devono essere ristrutturate dal Comune. L’intervento, fermo a metà dell’opera da più di dieci anni a causa di problemi dell’impresa appaltatrice, sarà ora portato avanti all’ente pubblico che ha appena chiuso la gara d’appalto per concludere i lavori nei 17 alloggi rimasti incompiuti. I lavori saranno finanziati con le fideiussioni riscosse dal Comune per le opere non realizzate dall’impresa.
In alcuni degli appartamenti, una volta finiti, andranno ad abitare gli ultimi abitanti rimasti alla Valera vecchia.

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