The Shock

Infiltrazioni mafiose nel settore turistico-alberghiero

Arrestato un professionista legato al vertice della locale di Desio

Desiano, 30 Giugno 2020 ore 09:54

L’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia ha permesso di scoprire infiltrazioni mafiose nel settore turistico-alberghiero. E in manette è finito anche un professionista nell’ambito dell’intermediazione finanziaria legato a una delle più note famiglie della ‘Ndrangheta della Brianza

L’operazione The Shock e le infiltrazioni mafiose

Al termine di un´articolata indagine durata oltre un anno, la Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, ha dato esecuzione a quattro misure cautelari ed al sequestro di quote societarie per ipotesi di estorsione aggravata dal metodo mafioso ed usura. Tra gli arrestati vi è un professionista nel settore dell´intermediazione finanziaria, che si appoggiava al principale indagato, soggetto già emerso in altre indagini della DDA di Milano ed espressione di una delle più note famiglie di `ndrangheta della Brianza, in quanto
rispettivamente figlio e cugino di elementi di vertice della locale di Desio. L´indagine ha consentito di far emergere un ulteriore e grave episodio di infiltrazione mafiosa nel contesto economico ed in particolare nel settore turistico – alberghiero; il dato, già riscontrato
in altre attività investigative, è il tentativo da parte di famiglie mafiose di mettere le mani su realtà imprenditoriali in crisi, mediante iniezione di capitali “freschi” ed utilizzo, ove necessario, di metodi intimidatori per ottenere il controllo di attività economiche di rilievo.

I legami

Dal’indagine è emerso il legame tra esponenti delle criminalità organizzata ed i professionisti; nel caso in questione era proprio il consulente finanziario che segnalava al soggetto calabrese le potenziali vittime e che pianificava unitamente a quest´ ultimo le operazioni finanziarie.
Proprio mediante la forza di intimidazione derivante dal collegamento con la ‘Ndrangheta gli indagati sono riusciti ad assumere il controllo di un´importante realtà alberghiera in Liguria, le cui quote sono state oggetto di sequestro da parte del GIP di Milano con la stessa ordinanza
che ha adottato le misure cautelari. L´indagine prosegue una precedente attività investigativa, di ampio respiro internazionale, posta
in essere dagli investigatori del Compartimento di Milano, la cosiddetta operazione “Bruno”, conclusa nel 2018 con ‘arresto tra Italia e Romania di 21 individui (e altri 14 indagati) per associazione a delinquere transnazionale, frode informatica e accesso abusivo a sistema informatico e riciclaggio di proventi di massive campagne di phishing, che lasciava intravedere un interesse della ‘Ndrangheta verso il cybercrime.
Anche questa indagine come già evidenziato nella “Operazione Bruno” ha messo in luce come la criminalità organizzata stia muovendo passi nel mondo della criminalità informatica e verso il cybercrime, riciclando poi i profitti mediante ordinarie metodologie tipiche mafiose.
Alla luce di quanto emerso la Polizia di Stato invita, sempre più e con maggiore forza, gli imprenditori a denunciare subito ogni forma di minaccia o semplici avvicinamenti esplorativi da parte di soggetti dotati di una certa “liquidità” – anche in cripto-valuta – segnalando siti internet e caselle di posta elettronica emerse in relazione a questi fenomeni criminali.

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