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Informazioni sugli alimenti, in Lombardia basta un clic

Per ottenere informazioni sugli alimenti in Lombardia basta un clic oppure una scansione del Qr code posizionato sull'etichetta della confezione.

Informazioni sugli alimenti, in Lombardia basta un clic
Monza, 16 Febbraio 2020 ore 11:42

Per ottenere informazioni sugli alimenti in Lombardia basta un clic oppure una scansione del Qr code posizionato sull’etichetta della confezione.

Informazioni sugli alimenti

Curiosi di conoscere la “storia” del prodotto in un preciso momento? Volete sapere tutte le informazioni sugli alimenti con la massima garanzia di affidabilità e tracciabilità fornita dalla tecnologia blockchain? In Lombardia tutto questo è possibile. Con una semplice scansione del Qr code, posizionato sull’etichetta della confezione di carne o della bottiglia di latte, attraverso la fotocamera del cellulare il consumatore può risalire alla storia degli alimenti e visualizzare le informazioni generali del prodotto carne (matricola del bovino, paese di nascita o alimentazione) o del latte (scadenza, provenienza del latte crudo o contenuto proteico).

La sperimentazione

La sperimentazione della blockchain nel comparto agroalimentare partita nei mesi scorsi sta per giungere alla conclusione. I risultati saranno analizzati per capire come trasformare il sistema della tracciabilità degli alimenti di origine animale in un servizio stabile e consolidato. Di blockchain si è parlato in Consiglio regionale in occasione dell’approvazione, all’unanimità, di una risoluzione riguardante la creazione di una piattaforma informatica multifunzionale e l’applicazione dei servizi di tracciabilità e rintracciabilità ai prodotti agroalimentari.

Un modello permanente

“Nel mese di dicembre è partita una fase di valutazione e sperimentazione del sistema blockchain sviluppato con l’avvio di una consultazione pubblica rivolta a consumatori e stakeholder rilevanti per il processo di tracciamento delle filiere. Questo passaggio si sta ora concludendo. Successivamente analizzeremo i risultati per capire come rendere la sperimentazione un servizio stabile e consolidato a disposizione dei cittadini Lombardi”. Lo hanno detto il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala e l’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi.

Agroalimentare lombardo

“Si tratta – ha aggiunto l’assessore Rolfi – di un sistema che applicato alla tracciabilità degli alimenti di origine animale può svolgere un ruolo fondamentale a tutela del consumatore contro frodi e contraffazioni e al contempo può contribuire a garantire l’autenticità dei dati per assicurare la qualità del prodotto. Abbiamo deciso di iniziare il percorso con le filiere di carne e latte perché sono alla base dell’alimentazione e dell’economia della Lombardia. Il nostro comparto agroalimentare è il più sicuro e controllato al mondo. Vogliamo valorizzarlo anche con questi sistemi”.

Gli sviluppi

“Ci stiamo concentrando per estendere le sperimentazioni blockchain a tutto il territorio lombardo – ha sottolineato Fabrizio Sala – coinvolgendo anche diversi ambiti, partendo da imprese e sanità. Un ringraziamento a tutto il Consiglio regionale per l’attenzione rivolta a questo settore e per avere nuovamente espresso voto favorevole all’unanimità, come avvenuto qualche mese fa per l’approvazione del Programma strategico triennale per la ricerca e l’innovazione. Questo testimonia – ha concluso Sala – che i temi in questione sono fondamentali per lo sviluppo della Lombardia” .

Tracciabilità e trasparenza

L’obiettivo della sperimentazione sui prodotti agroalimentari è stato quello di dare evidenza dell’attività e dei controlli svolti da tutti gli attori e organi intermedi a vantaggio del consumatore finale, perché garantisce la tracciabilità e la trasparenza delle filiere. “Con un click – ha concluso Fabio Rolfi – si può risalire agli allevamenti dove è stato allevato il capo o agli impianti di trasformazione che hanno elaborato la materia prima e accedere quindi ai dettagli e ai controlli che hanno portato al prodotto finito”. La sperimentazione è realizzata in collaborazione con il Consorzio lombardo produttori carni bovine, composto da 421 soci e 491 allevamenti con un patrimonio zootecnico di oltre 100 mila bovini, e con la Latteria sociale Valtellina, società che tratta oltre 33 milioni di litri all’ anno di latte.

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