Investimento Soda Fall, è iniziato il processo contro Giuseppe Mazza

Al via il procedimento contro il cornatese che nel 2015 ha investito, senza poi soccorrerla, la giovane senegalese.

Investimento Soda Fall, è iniziato il processo contro Giuseppe Mazza
Vimercatese, 19 Maggio 2018 ore 13:59

Investimento di Soda Fall, è iniziato a Lecco il processo contro Giuseppe Mazza. Quest’ultimo, autotrasportatore residente a Cornate, è accusato di aver investito la giovane senegalese e di non averle prestato soccorso. L’uomo è accusato di omissione di soccorso. I fatti risalgono al novembre del 2015.

L’investimento lungo via Sernovella

La vicenda, come detto, risale al tardo pomeriggio di sabato 21 novembre 2015. Giuseppe Mazza, al volante del suo camper, ha investito la giovane di origine senegalese e residente a Osnago, lasciandola poi agonizzante sul ciglio della strada. A trovarla il mattino seguente sono stati alcuni podisti. I  soccorritori hanno salvato la vita alla giovane, che aveva trascorso l’intera notte in uno stato di semi-coscienza nel fosso a margine della Provinciale in zona Sernovella a Robbiate. A risalire al responsabile dell’investimento sono invece stati i Carabinieri di Merate, grazie a un’indagine brillante che, partendo da un frammento di specchietto rinvenuto sul posto, li aveva portati a setacciare tutte le immagini delle telecamere di videosorveglianza giungendo fino a casa del cornatese.

Ieri la prima udienza a Lecco

Davanti al giudice Maria Chiara Arrighi, ieri, la ragazza ha ammesso di non ricordare nulla di quell’episodio. Che è stato invece ricostruito dal padre. I podisti che hanno di fatto salvato la vita a Soda hanno invece ripercorso la mattina del ritrovamento, mentre il luogotenente Emanuele Peritore ha spiegato come si sono svolte le indagini per risalire al responsabile. Il cornatese, difeso dall’avvocato Noemi Mariani di Monza, ha sostenuto la sua buona fede affermando di essersi accorto sì dell’urto che aveva mandato in frantumi lo specchietto, pensando però si trattasse di un palo e non di una persona. E di aver saputo solo la sera successiva, quando del resto si è trovato i Carabinieri a casa, dell’accaduto. Il processo è stato dunque aggiornato al 9 novembre, quando altri due carabinieri intervenuti quella mattina verranno ascoltati per ricostruire ulteriormente quel drammatico episodio.

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