Il calvario di Cristina

“Io, guarita dal Covid, non sono più quella di prima” LA STORIA

Cristina si è ammalata a marzo. E guarita a luglio, ma ancora oggi soffre di molti disturbi che prima della malattia non aveva mai avuto.

“Io, guarita dal Covid, non sono più quella di prima” LA STORIA
Seregnese, 12 Ottobre 2020 ore 18:04

“Io guarita dal Covid non sono più quella di prima”. La testimonianza di Cristina Fancellu, 53 anni, residente a Lentate.

Covid, in tanti purtroppo non riescono a guarire

Il Coronavirus è una malattia dai risvolti davvero imprevedibili. In questi mesi abbiamo avuto modo di comprenderne a fondi gli effetti drammatici. Effetti che purtroppo, anche dopo la guarigione, faticano a scomparire. Parliamo di pazienti che, nonostante il doppio tampone negativo, non sono più tornati quelli di prima, sviluppando disturbi mai avuti, alcuni dei quali anche invalidanti.

Abbiamo deciso di dare spazio alle loro storie, lo faremo ogni giorno, lasciando a chi ha voglia l’opportunità di raccontare i disturbi, fisici e psicologici, che a mesi dalla guarigione ancora persistono. I più ricorrenti sono problemi respiratori, affaticamento, perdita dei capelli, stanchezza cronica, rush cutanei, cambiamenti nell’olfatto e nel gusto, disturbi del sonno. Ma ci sono anche pesanti ripercussioni sulla sfera psicologica, come la sindrome da stress post traumatico e la depressione.

Se volete raccontarci la vostra storia potete scriverci anche voi o sul nostro profilo Messanger o via email a redazione@primamonza.it. 

“Io guarita dal Covid, non sono più quella di prima”

Cristina Fancellu ha 53 anni ed è residente a Lentate. E’ stata dichiarata guarita il 3 luglio scorso, dopo 10 tamponi, e ancora oggi soffre di un rush cutaneo diffuso, stanchezza cronica, tachicardia, gonfiori e disturbi importanti allo stomaco.

Si è ammalata, come tanti, a metà marzo e ha retto a casa fino a quando ha potuto.

“Dopo sette giorni di febbre incessante a 39, dissenteria e vomito ho ricontattato il mio medico che mi ha prescritto l’antibiotico – ha raccontato – Man mano che passavano le ore però sentivo che qualcosa davvero non andava, ma nonostante avessi chiamato i numeri di emergenza nessuno è venuto a casa a visitarmi. Ho pagato privatamente una radiografia domiciliare che ha solo confermato quanto già temevo: polmonite. Con questa diagnosi l’ambulanza è arrivata per portarmi dritta in ospedale a Desio. Ho avuto paura, ma ho anche provato un enorme dispiacere. In ospedale la situazione era ancora molto confusa e ricordo come se fosse ieri il pianto del medico del Pronto Soccorso. Non sapeva come fare senza camici e mascherine e l’infermiera accanto a lui lo rassicurava come poteva. Nonostante tutto, lo dico con franchezza, sono stati bravi. Hanno fatto tutto il possibile”.

Cristina se l’è cavata con 11 giorni di ospedale e tanto ossigeno, ma senza Cpap. Dopo l’ospedale ha trascorso altri 3 mesi chiusa in casa prima di “negativizzarsi”. Un’esperienza alleggerita, per quanto possibile, dalle cure del compagno. “Un caso da studiare – sorride Cristina – Non mi ha mai lasciata sola e nonostante questo non si mai ammalato: i suoi tamponi sono sempre stati negativi”.

Adesso è guarita, come si sente?

“Ufficialmente sono guarita, ma io non sono più quella di prima. Mi sforzo, ho un carattere tosto, ma questa malattia, fisicamente, mi ha rovinato. Psicologicamente, con il passare dei mesi, va un po’ meglio; ho superato il momento più buio e ora, come tutte le persone che hanno sofferto tanto, sto pensando a un modo per aiutare gli altri”.

Oggi Cristina è ancora in cura con un immunologo per l’orticaria che purtroppo non accenna a passare, ha problemi di stomaco, soffre di tachicardia, anche a riposo, e di stanchezza cronica.

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