Cronaca
Mobilità sostenibile

La ciclabile Trezzo-Truccazzano proposta per il Recovery plan

Lunga ventitré chilometri, si snoda lungo la sponda destra dell'Adda e poi lungo la Muzza. Sistemarla costerebbe 510mila euro ed è una candidata papabile a ricevere i fondi europei per gli Stati membri colpiti dalla pandemia.

La ciclabile Trezzo-Truccazzano proposta per il Recovery plan
Cronaca Trezzo, 27 Marzo 2021 ore 11:12

La pista ciclabile Trezzo-Truccazzano è stata inserita dalla Regione Lombardia fra i progetti che potrebbero essere finanziati tramite il Recovery plan.

La ciclabile Trezzo-Truccazzano proposta per il Recovery plan

La transizione ecologica passa anche dalla valorizzazione del patrimonio verde di una Nazione. Lo sa bene l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi che recentemente ha chiesto al Governo una maggiore collaborazione istituzionale per le aree protette. Nel dettaglio Palazzo Lombardia recentemente ha inserito in un’apposita banca dati 179 progetti, in larga parte legati allo sviluppo della mobilità dolce e sostenibile, all’interno dei parchi e delle zone verdi protette per 109 milioni di euro. Fondi che ufficialmente verranno chiesti al Governo attraverso il Recovery plan. E fra le proposte inserite nella Banca dati c’è anche la ciclabile Trezzo-Truccazzano. Si snoda interamente lungo un territorio protetto dall’egida del Parco Adda Nord. Un suggestivo percorso lungo ventitré chilometri lungo la sponda destra (bisogna stare con le spalle alla sorgente) del fiume Adda e poi lungo il canale Muzza, attraverso piste ciclopedonali, strade bianche e tratti urbani poco battuti dalle auto. Sistemare l’intero tracciato costerebbe poco più di mezzo milione di euro.

La Regione punta sul “petrolio verde”

La Regione è fermamente convinta nella valorizzazione delle sue aree verdi protette, come dimostra l’iniziativa dell’assessore Rolfi che ha coinvolto direttamente il neo ministro per la Transizione ecologica.

“Abbiamo costituito, per le aree protette, una banca dati dei progetti dei Parchi Regionali, che ho inoltrato al ministro per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani per avere chiaro il quadro della situazione e agire di conseguenza. Nel rilancio economico e sociale del nostro Paese, anche luoghi di pregio come questi potrebbero essere infatti meritevoli di una contribuzione attraverso il Recovery Plan. Ciò al fine di un potenziamento delle infrastrutture in chiave sostenibile. Proprio in questo periodo pandemico, infatti, bisogna pensare allo sviluppo di zone, come quelle protette, che saranno sempre più vissute dai lombardi. E quindi, in un futuro non lontano, anche da flussi più numerosi di turisti”.

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