Cronaca
L'udienza in Tribunale

La discussione dopo l'incidente, poi l'investimento mortale: 20enne a processo per concorso in omicidio stradale

E' entrato nel vivo il procedimento a carico dell'imputato di Brugherio che bloccò con la sua auto l'uomo che da lì a pochi minuti sarebbe stato travolto e ucciso da un ubriaco.

La discussione dopo l'incidente, poi l'investimento mortale: 20enne a processo per concorso in omicidio stradale
Cronaca Monza, 03 Novembre 2021 ore 15:08

La discussione dopo l'incidente, poi l'investimento mortale: 20enne a processo per concorso in omicidio stradale. Come riportato dai colleghi di PrimaLaMartesana.it è entrato nel vivo il procedimento a carico dell'imputato di Brugherio che bloccò con la sua auto l'uomo che da lì a pochi minuti sarebbe stato travolto e ucciso da un ubriaco.

A processo per concorso in omicidio stradale

Aveva iniziato a discutere in mezzo alla strada assieme a un altro automobilista, a cui aveva sbarrato la strada per evitare che ingranasse la marcia e si allontanasse. Quest’ultimo (sceso dall’abitacolo della sua Nissan Micra) da lì a pochi istanti sarebbe stato investito da un’altra macchina: per il 60enne residente a Caponago purtroppo non ci fu nulla da fare: morì subito dopo il sinistro avvenuto a Monza, in via Adda, nell’ottobre 2019. Oggi, mercoledì 3 novembre 2021, al Tribunale di Monza e davanti al giudice Letizia Brambilla, sono sfilati i teste dell'accusa e della difesa del 20enne brugherese, Giuseppe Scollo, che quel tragico giorno di poco più di due anni fa era al volante della sua Alfa 147. Il 30enne con casa a Concorezzo che guidava invece la Volkswagen Polo e che travolse il 60enne ha già patteggiato in udienza preliminare una pena di 4 anni, concordata con il pm titolare delle indagini Vincenzo Fiorillo: risultò positivo all’alcol test con un valore superiore al triplo del limite imposto dalla legge.

Chiuso un filone, in settimana se ne è aperto un altro. Oggi a parlare in aula sono stati due carabinieri del Nucleo Radiomobile di Monza intervenuti a seguito del sinistro mortale, l'amico che era nella 147 con il brugherese, la passeggera della Polo e un perito. L’imputato è seguito dall’avvocato del Foro di Monza Franco Balconi, che ha sempre sostenuto come "non esista alcun nesso causale tra la lite verbale che ha visto coinvolto il mio assistito e l’incidente costato la vita al povero 60enne - spiegò già ai tempi del rinvio a giudizio - Sono due fatti completamente distinti".

Il giubbotto catarifrangente e il triangolo posizionato sull'asfalto

Spetterà al giudice decidere in merito, in attesa della prossima udienza in programma a gennaio nel corso della quale si terranno le conclusioni del pm e della difesa. Oggi la discussione si è praticamente concentrata su tre particolari che potrebbero dimostrarsi fondamentali: il giubbotto catarifrangente (che i carabinieri hanno dichiarato che l'imputato pare indossasse, resta da capire però quando lo ha messo) e il triangolo, che gli stessi militari e l'amico del brugherese hanno sottolineato di aver visto posato sull'asfalto. Quest'ultimo ha inoltre aggiunto che prima che sopraggiungesse la Polo, l'imputato aveva segnalato con la torcia del cellulare la presenza delle due auto a lato strada. A ciò si aggiungono le quattro frecce d'emergenza che l'Alfa avrebbe avuto accese e in funzione. Ma tutto ciò non sarebbe bastato per evitare la tragedia.

Un contatto banale tra due auto, poi l'investimento mortale

"Quella sera stavamo viaggiando verso casa, allora abitavo anche io a Brugherio - ha spiegato il passeggero della 147 e amico dell'imputato, ora residente a Cologno Monzese - Andavamo piano, quando siamo stati sorpassati dalla Micra che ci ha preso dentro lateralmente. Ci siamo spaventati e abbiamo iniziato a seguire la macchina. Nonostante gli facessimo segno con gli abbaglianti di fermarsi, il signore alla guida continuava la marcia. Poi si è fermato: siamo scesi dall'abitacolo, ma sembrava che volesse allontanarsi ripartendo con la macchina".

A quel punto il 20enne si è messo col muso dell'Alfa davanti alla Micra, in contromano, per evitare che la Nissan ripartisse. "Volevamo fare la constatazione amichevole, poi è arrivata la Polo che ha investito il signore".

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