La riflessione

La fiamma olimpica e quel senso di comunità: una scintilla da non perdere

Perché non trasformare le prossime celebrazioni nazionali (per esempio il 25 Aprile o il 2 Giugno) in una vera festa di popolo, proprio come accaduto martedì mattina al passaggio della Fiaccola olimpica non solo ad Arcore, ma in tanti comuni brianzoli?

La fiamma olimpica e quel senso di comunità: una scintilla da non perdere

Oramai ci siamo, mancano una manciata di ore alla cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026 in programma per domani sera, venerdì 6 febbraio, allo stadio Meazza di Milano. A decretare il via alla alla XXV edizione dei Giochi sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ma sulle strade della Brianza, in particolare in quei comuni che hanno avuto la fortuna, in questi giorni, di poter ospitare il passaggio della Fiamma olimpica, è ancora impressa negli occhi la marea umana che è scesa in strada per un evento straordinario che “chissà quando ricapiterà”.

Un momento di orgoglio

Vedere i bambini delle scuole schierati lungo le strade di Arcore (erano circa 1.500) per il passaggio della Fiaccola Olimpica è stata una vera boccata d’ossigeno, dobbiamo ammetterlo. Vedere via Roma e Largo Vela (sede del Municipio) e poi ancora via Gilera e via Monte Bianco così affollate ha riempito il cuore. C’era un’elettricità speciale nell’aria, quella tipica delle grandi occasioni, di quegli attimi che rimarranno dentro per sempre, capaci di trasformare un martedì mattina qualunque (freddo e uggioso ma, fortunatamente, non piovoso) in un ricordo da conservare nel diario di classe.

È stato un momento di orgoglio per la città, ma è anche lo spunto per una riflessione necessaria su cosa significhi, oggi, essere comunità.

Non solo sport: il cuore di Arcore nelle date della Storia

L’entusiasmo dei più piccoli, arrivati da tutte le scuole cittadine, davanti al simbolo dei Giochi ci dice che la voglia di partecipazione c’è, ed è vibrante. Tuttavia, sorge spontaneo un desiderio: quanto sarebbe bello vedere quella stessa macchia festosa di studenti riempire, per esempio, Largo Vela oppure Piazza Pertini anche in occasione del 25 Aprile o del 2 Giugno?

Spesso queste ricorrenze civili vengono vissute come momenti istituzionali, solenni ma un pò distanti, quasi “roba da adulti”. Eppure, la libertà e la Repubblica sono traguardi molto più concreti di una medaglia d’oro: sono il terreno su cui poggia il futuro di quegli stessi bambini che martedì hanno applaudito la fiaccola, non solo ad Arcore, ma in tutta la Brianza.

Una scintilla da conservare

E allora perché non trasformare le prossime celebrazioni nazionali in una vera festa di popolo, proprio come accaduto martedì mattina? Insomma verrebbe da dire meno protocollo, più partecipazione: portare le scuole in piazza non per dovere, ma per protagonismo, con canti, letture o semplici riflessioni.

Come la fiaccola passa di mano in mano , così i valori della Resistenza e della Costituzione, a prescindere dal pensiero politico,  dovrebbero passare dai più anziani ai più piccoli in un abbraccio collettivo che coinvolga tutta la città. Vedere le giovani generazioni “abitare” la piazza per la Festa della Liberazione o della Repubblica darebbe a queste date un significato nuovo, umano e potentissimo.

Studenti in piazza per il 25 aprile e il 2 giugno?

Certo qualcuno potrebbe obiettare che il 25 aprile o il 2 giugno le scuole sono chiuse e tanti genitori ne approfittano, spesso e volentieri,  per regalarsi qualche giorno di relax o vacanza. E allora sorge una provocazione necessaria: perchè non anticipare di qualche giorno, solo per gli studenti, sia chiaro, la festa del 25 aprile e ricordarla in una giornata di scuola in maniera da favorire la partecipazione di tutti gli studenti? E la stessa cosa si potrebbe fare per il 2 giugno. La sfida al sindaco Maurizio Bono, sempre sensibile su queste tematiche, all’assessore alla Cultura Evy De Marco e alla preside Marta Chioffi è lanciata.

Lo sport ci ha insegnato che sappiamo scendere in strada e stare insieme. Ora la sfida è farlo anche per la nostra storia. Arcore, come tutta la Brianza, ha il cuore grande e le scuole d’eccellenza: gli ingredienti per trasformare ogni 25 aprile o 2 giugno in un’emozione simile a quella olimpica ci sono tutti. Serve solo la volontà di accendere, insieme, quella scintilla.