La Fondazione MBBM tra i finalisti del Premio Innovazione Digitale in Sanità 2018

 Martedì 8 maggio la premiazione dei vincitori.

La Fondazione MBBM tra i finalisti del Premio Innovazione Digitale in Sanità 2018
Monza, 03 Maggio 2018 ore 15:32

La Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma tra i finalisti del Premio Innovazione Digitale in Sanità 2018. Martedì 8 maggio la presentazione dei progetti e la premiazione dei vincitori.

La Fondazione MBBM tra i finalisti del Premio Innovazione Digitale in Sanità 2018

Sono 10 i finalisti della nona edizione del Premio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano e tra questi c'è anche la Fondazione Monza e Brianza per il bambino e la sua mamma. Il progetti finalisti del premio, che punta a creare occasioni di conoscenza e condivisione dei migliori progetti della Sanità Italiana, saranno presentati al pubblico martedì 8 maggio nel corso di un convegno al campus Bovisa di Milano.

L'eccellenza monzese in finale con il progetto sui neonati

La fondazione MBBM, in finale insieme all’Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di Firenze nella categoria “Processi clinici e assistenziali”, è stata selezionata per il progetto di rilevazione dei parametri vitali dei neonati, di remotizzazione di allarmi e di condivisione dei dati tramite i dispositivi mobili di cui è dotato il personale medico e infermieristico del reparto di Terapia Intensiva Neonatale.

Per favorire il contatto mamma-neonato

Il progetto, a regime da aprile 2017, è stato reso possibile anche grazie alla trasformazione del reparto neonatale da open space a una “single family room”. Una iniziativa nata con l’obiettivo di favorire il contatto madre-neonato fin dai primi momenti di vita. Tra i vantaggi del progetto, la garanzia che i dati del paziente vengano monitorati costantemente durante l’intero percorso clinico-sanitario, la possibilità di accedere ai parametri di ogni paziente attraverso la centrale di monitoraggio, l’integrazione con la cartella informatica per la gestione dei dati clinici ed assistenziali, la remotizzazione degli allarmi e delle comunicazioni su dispositivi mobili e la creazione di un ambiente più confortevole per i famigliari del paziente.

Gli altri finalisti

Tra gli altri segnaliamo L’Azienda Socio Sanitaria Territoriale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma e l’Azienda ULSS 3 Serenissima di Venezia che si sfideranno per il riconoscimento nella categoria “Processi di supporto e Data Analytics”.

E ancora il 118 Emilia Romagna, l’IRCCS Ospedale San Raffaele (Gruppo Ospedaliero San Donato) di Milano e l’Istituto di Candiolo – IRCCS di Torino che sono in lizza per il premio nella categoria “Servizi al cittadino”. Infine l’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento e l’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova, si contenderanno il riconoscimento nella categoria “Servizi sul territorio”.

Premiata anche l'Ats di Vimercate

L’ASST di Vimercate e la Provincia Autonoma di Trento, invece, vincono il “Premio Impact”, la categoria istituita lo scorso anno per premiare quei progetti che negli ultimi cinque anni hanno apportato un’innovazione permanente a livello di sistema, ottenendo un significativo successo in termini di impatti e risultati.

Nel corso della cerimonia dell'8 maggio, a seguito delle valutazioni di una giuria qualificata, i riconoscimenti andranno ad una sola struttura per ogni singola categoria: quella che meglio si è distinta nella capacità di utilizzare le moderne tecnologie digitali come leva di innovazione e miglioramento nel mondo della Sanità.

La tecnologia al servizio del paziente

"I 10 progetti finalisti - dice Cristina Masella, Responsabile Scientifico dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità, Politecnico di Milano - sono i migliori casi di innovazione digitale selezionati tra 55 candidature provenienti da tutta Italia. Casi di successo che dimostrano come le tecnologie digitali possono migliorare i servizi ai pazienti e i processi aziendali, ridurre i tempi di attesa e gli sprechi, facilitare il lavoro del personale medico e amministrativo”.

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