La Lega chiede di modificare la programmazione delle radio “Più spazio ai cantanti italiani”

Tra i firmatari il concorezzese Massimiliano Capitanio. 

La Lega chiede di modificare la programmazione delle radio “Più spazio ai cantanti italiani”
18 Febbraio 2019 ore 09:52

La Lega chiede di modificare la programmazione delle radio per dare più spazio ai cantanti italiani e agli artisti emergenti. Tra i firmatari il concorezzese Massimiliano Capitanio.

La Lega chiede di modificare la programmazione delle radio “Più spazio ai cantanti italiani”

Dare più spazio alla musica italiana, tutelare la nostra tradizione musicale e dare modo agli artisti emergenti di farsi conoscere. Sono questi gli obbiettivi della proposta di legge di Alessandro Morelli, ex direttore di Radio Padania e ora presidente della commissione Trasporti e telecomunicazioni della Camera. Tra i diversi firmatari della proposta dal titolo “Disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana” c’è anche il deputato concorezzese Massimiliano Capitanio.

“Soprattutto nel settore delle telecomunicazioni (televisioni, operatori di telefonia e  trasporti) abbiamo visto come all’estero ci siano esempi come la Francia che da tempo hanno adottato misure molto più rigide rispetto alle nostre”.

“Se ci sono strategie che possono aiutare gli artisti italiani ad emergere non ci vedo nulla di male ad adottarle – prosegue il deputato. Senza bigottismo, senza essere anacronistici. Vogliamo solo trovare il sistema migliore per far crescere i nostri giovani e promuovere la nostra musica: dove ci sono gli spazi per poterlo fare è giusto farlo. Resta fermo il concetto – conclude Capitanio – che siamo aperti al dialogo con chi è del settore per trovare la formula più adatta”.

Un terzo della programmazione riservata alla musica nostrana

In sostanza i firmatari sostengono che attualmente le principali emittenti radiofoniche trasmettano poca musica italiana: circa il 23% del totale sulla base dei dati di Morelli. Dato che scenderebbe addirittura al 10% nel caso delle emittenti specializzate.

Occorre, secondo la Lega, porre rimedio facendo in modo che “le emittenti radiofoniche, nazionali e private” riservino “almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana”.

Più spazio agli emergenti

Il testo della proposta contiene anche disposizioni per gli artisti emergenti: le giovani leve della musica italiana dovrebbero arrivare ad occupare il 10% della programmazione giornaliera complessiva.

La vigilanza, in base al testo della proposta, andrebbe affidata all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che, in caso di inosservanza, potrebbe arrivare a disporre la sospensione dell’attività della radio da otto fino ad un massimo di 30 giorni.

 

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