La lettera del consigliere Puglisi per Kaos, il cane avvelenato

La lettera è stata scritta in memoria di Kaos, il cane eroe del terremoto di Amatrice

La lettera del consigliere Puglisi per Kaos, il cane avvelenato
Vimercatese, 30 Luglio 2018 ore 12:02

E’ stato avvelenato nel giardino di casa. Kaos, era un cane buono e affettuoso, ma era un pastore tedesco particolare. Era stato un vero eroe ad Amatrice e Campotosto nel dopo terremoto, dell’agosto 2016, è stato trovato morto nel giardino di casa sua in un paese vicino a L’Aquila.

Ad ucciderlo un veleno, che non gli ha lasciato scampo. Per ora non ci sono tracce dell’autore di un gesto così crudele, tanto meno delle motivazioni che hanno potuto spingerlo a togliere la vita a un animale abituato a salvare quella degli altri.

La lettera di Puglisi

Il consigliere e capogruppo di Forza Italia Cristiano Puglisi, da sempre amante degli animali,  attraverso il suo blog, ha voluto dedicare una lettera a Kaos che noi vi proponiamo integralmente.

“Perdona l’essere umano Kaos. Perdonalo per la sua vergognosa ingratitudine, per la sua cattiveria, la sua malvagità intrinseca. Tu, senza ricevere nulla in cambio se non una carezza dal tuo padrone, che ora ti sta piangendo, hai dato tutto te stesso per salvare vite umane. Quelle vite distrutte, una mattina d’estate ad Amatrice, da una catastrofe naturale. Un terremoto che aveva spazzato via in pochi istanti la normalità dall’esistenza quotidiana di tante persone, i loro sogni, i loro progetti. Per molte di queste persone eri stato tu il primo salvatore. Il loro eroe”

E come ti ha ricambiato l’essere umano?

“E come ti ha ricambiato l’essere umano? Come, cucciolotto? Avvelenandoti. Uccidendoti. Sputando sulla tua generosità. Perché è successo? Perché forse a un lurido verme, come tanti ce ne sono a questo mondo, dava semplicemente fastidio, nella sua infinita frustrazione, il tuo esistere, il tuo essere infinitamente migliore di lui, di quell’essere immondo e indegno.

È una lezione la tua Kaos. Una lezione che lasci a tutti quelli che sognano e sperano ancora di cambiare il mondo, di renderlo un luogo migliore. Illusi! Tu insegni, definitivamente, che tutti questi sprovveduti , semplicemente, sognano l’impossibile. Non esiste giustizia in questa vita terrena. Nessuna. Zero. Niente. Quella non appartiene a questo mondo. Ma all’altro, a quello che segue la morte, per chi ci crede”.

Quaggiù esistono sicuramente il male, l’egoismo, la cattiveria.

“Quaggiù invece, nella vita terrena, esistono sicuramente il male, l’egoismo, la cattiveria. E il caso. È il caso che determina gli eventi, in questa arena spietata che è la vita, un meccanismo che dispensa, tra brevi e fugaci momenti di serenità, soltanto sofferenza e dolore tra quegli schiavi costretti a calcarla, loro malgrado, come gladiatori: gli esseri viventi e gli esseri umani, obbligati a una perenne lotta per sopraffare gli altri o essere sopraffatti. Sì, è il caso, caro Kaos, e perdona l’apparente gioco di parole. Ma è così, si tratta del caso e di nient’altro a decidere se nascerai leone o gazzella, ricco o povero, fortunato o sfortunato, bello o brutto, in un quartiere benestante o in qualche malsano sobborgo popolare o, peggio, in un Paese in stato di guerra. Perché il caso non guarda in faccia a nessuno.”

Il più infido e crudele è certamente l’uomo

“E, purtroppo, tra tutti i partecipanti a questa infinita ed estenuante lotta, il peggiore, il più infido e crudele è certamente l’uomo. Che non uccide solo per necessità, ma anche, come dimostrano, tra le altre cose, la tua storia, le corride spagnole o i giochi gladiatori dell’antichità, per il semplice piacere di farlo. “Mi piace uccidere le persone, è così divertente. E’ più divertente che uccidere la selvaggina nella foresta perché l’uomo è l’animale più pericoloso di tutti“, scrisse in una lettera alla polizia di San Francisco il serial killer Zodiac, negli anni ’70.”

L’animale più pericoloso di tutti. Già.

“Disse una volta Filippo di Edimburgo che gli sarebbe piaciuto rinascere sotto forma di un virus letale, per ridurre la sovrappopolazione mondiale, poiché egli vedeva la crescita dell’uomo come la più grave minaccia al nostro pianeta. Una visione raccapricciante, malthusiana. Orribile. Ma, in fondo, per certi aspetti, comprensibile. Perché la tua storia, caro Kaos, una cosa la insegna. Insegna in maniera estremamente trasparente che l’essere umano fa insindacabilmente schifo. E su questo dubbi, ormai, non ce ne sono più.

Fa schifo sì. Ma tu perdonalo, piccolo dolce Kaos. E, ora che puoi, lontano da questo mondo malvagio, riposa in pace. Cucciolo eroe.”

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