Cronaca
Attesa per la scelta

La Procura vuole lo sgombero del Boccaccio

La palla è passata al Tribunale del Riesame al quale gli inquirenti si sono rivolti dopo il "no" del gip

La Procura vuole lo sgombero del Boccaccio
Cronaca 08 Dicembre 2022 ore 17:50

La Procura vuole il sequestro (e di conseguenza lo sgombero) dell’area di via Timavo occupata dai militanti del Foa Boccaccio, centro sociale monzese attivo da 20 anni.

La richiesta della Procura

Sulla questione si attende la decisione del Tribunale del Riesame, al quale gli inquirenti si sono rivolti martedì 6 dicembre  dopo che il gip ha respinto l’istanza di sequestro. Sgomberati dall'ex campo sportivo del Verga, a luglio scorso gli ‘antagonisti’ si sono spostati in un ex deposito industriale nelle vicinanze (area su cui sono previsti interventi edilizi), continuando nell’organizzazione di concerti e incontri aperti al pubblico. Dopo la denuncia da parte della proprietà, la magistratura ha aperto un’inchiesta per i reati di occupazione e furto di energia elettrica.

La posizione del Foa Boccaccio

Dopo aver annunciato di essere in attesa della decisione da parte del Tribunale del Riesame, i rappresentanti del centro sociale non hanno risparmiato critiche anche all'attuale Amministrazione di Centrosinistra

 "Se da una parte questa situazione è derivante da un’esplicita volontà della proprietà di via Timavo di provare a mettere a profitto l’area proprio ora, dopo decenni di abbandono, dall’altra è evidente come l’attuale Giunta Pilotto stia dando legittimazione politica a operazioni simili - hanno scritto - Ne è testimonianza la solerzia con cui l’assessore alla sicurezza Moccia ha disposto un sistematico controllo del quartiere da parte delle forze dell’ordine durante gli eventi organizzati in Boccaccio, da questa estate a oggi: posti di blocco in ogni via adiacente e assidua presenza della Digos determinano l’assurda situazione in cui decine di giovani monzesi vengono identificati non appena cercano di raggiungere via Timavo 12, nonostante le attività si svolgano con le medesime modalità da vent’anni".

 

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