La riforma del terzo settore: in 250 al convegno

L'incontro si è tenuto il 6 ottobre presso le sale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e Brianza.

La riforma del terzo settore: in 250 al convegno
Cronaca 10 Ottobre 2017 ore 07:05

Riforma del terzo settore: successo per il convegno monzese

Il convegno sulla riforma del terzo settore

Più di 250 persone hanno preso parte al convegno La Riforma del Terzo Settore. Filosofia e principi alla base della nuova normativa. L’incontro si è tenuto il 6 ottobre presso le sale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Monza e Brianza.

L’evento è stato il primo in provincia dopo l’avvento della riforma e, visto l’alto profilo dei relatori intervenuti, uno dei più importanti a livello nazionale. Presenti il presidente dell’Ordine Federico Ratti, il sindaco Dario Allevi, il rappresentante della Provincia e sindaco di Lissone Concetta Monguzzi e il capo di gabinetto della Prefettura Nicola Venturo.

Le novità della riforma

Terminati i saluti si è entrati subito nel vivo della riforma con il Vicepresidente della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza Luigi Losa, che ha parlato delle novità introdotte.

Sul tema è intervenuto poi il Direttore Generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese – ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Alessandro Lombardi, che ha evidenziato la bontà della struttura della legge. Vista la sensibilità dimostrata dal sistema politico nazionale nei confronti di un tema così importante ha sottolineato che, seppur con tempi lunghi, l’attuazione delle norme avverrà con coscienza ed ascoltando tutte le parti in gioco.

CSV: la necessità di fondersi o aggregarsi

Stefano TabòPresidente CSVNet, ha invece posto l’accento sulla centralità e l’importanza che nel futuro avranno i centri di servizio per il volontariato, in termini anche di aggregazione degli enti operanti nel settore. Dopo averne definito le regole e ruolo nella futura configurazione prevista dalla riforma, ha rimarcato come oggi in Italia le associazioni di volontariato abbiano sempre più spesso dimensioni molto ridotte con evidenti sovrapposizioni. Se da un lato ha quindi auspicato che tante di queste realtà si possano fondere o rivolgere ad enti già operanti e strutturati, ha comunque riconosciuto come il sistema abbia creato tante eccellenze.

Mondo della cooperazione sociale

Il Presidente di Federsolidarietà – Confocooperative Milano-Lo-MBUmberto Zandrini, ha quindi esposto le variazioni che la nuova norma ha portato per il mondo della cooperazione sociale, cui sicuramente la nuova norma si è ispirata per una serie di regole che già sono operative nel mondo cooperativo. Ha fortemente criticato il nome attribuito dalla norma al settore economico, che è terzo solo per riconoscimento, in quanto per valori economici, morali, sociali e per numero di persone coinvolto non è secondo a nessuno.

Il ruolo del commercialista

Infine Maurizio PostalConsigliere nazionale dei commercialisti e degli esperti contabili con delega al No profit, dopo aver ribadito la centralità del settore ha voluto informare come il ruolo del commercialista potrà dare una consulenza di qualità a questi enti che si troveranno sempre più spesso a dover attuare pratiche di bilancio, di revisione, di applicazione di leggi economico-fiscali molto specifiche e complesse, alcune delle quali ha sintetizzato di lì a poco.

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