Cronaca

La situazione a Seregno: quanti positivi? quante classi in quarantena? Il sindaco fa il punto

I positivi (dati aggiornati a mercoledì 21 ottobre) sono 155. Le classi in quarantena 8.

La situazione a Seregno: quanti positivi? quante classi in quarantena? Il sindaco fa il punto
Seregnese, 23 Ottobre 2020 ore 13:57

La situazione a Seregno: quanti positivi? quante classi in quarantena? Il sindaco Alberto Rossi fa il punto sui contagi.

La situazione a Seregno: quanti positivi? quante classi in quarantena?

Il sindaco di Seregno, Alberto Rossi, torna ad informare la cittadinanza sui contagi da Covid. I positivi (dati aggiornati a mercoledì 21 ottobre) sono 155. Le classi in quarantena 8. Questa una stringata fotografia della situazione attuale in città dove, spiega il primo cittadino, nella giornata di mercoledì si contavano “45 positivi in più rispetto all’aggiornamento di lunedì sera (6 martedì, 39 mercoledì; 478 da inizio emergenza). Le persone in isolamento domiciliare sono 194. Il quadro insomma è serio. Molte ATS, compresa la nostra, sono già sovraccariche: chi ci lavora sta dando l’anima, sono a stretto contatto quotidiano con loro e non posso che dirgli grazie: continuo a pensare che a livello regionale avremmo dovuto fare di più per rinforzare prima queste squadre, anche a livello amministrativo per il tracciamento”.

Scuole

Rossi fa il punto anche sulle scuole, elencando una per una le situazioni di stop alle lezioni a causa delle quarantene.

“Per quanto riguarda le nostre scuole, ci sono al momento due classi in quarantena alle Scuole dell’Infanzia Nobili, una prima elementare alle Rodari, una quinta alle Cadorna, una quinta alle Moro, una seconda media alle Don Milani, e due “mezze” al Parini, che alternano didattica a distanza a didattica in presenza. Il nuovo protocollo di Ats prevede il rientro in presenza di tutta la classe dopo 14 giorni di isolamento, senza che i compagni della persona positiva facciano tamponi”.

Scuola a distanza: “Una sconfitta per tutti”

In merito alla nuova ordinanza di Regione Lombardia che prevede la didattica da casa per gli studenti delle scuole superiori il sindaco ribadisce “è un po’ una sconfitta per tutti”.
Ho scritto qualche giorno fa che speravo che non venissero chiuse le scuole, almeno non per prime, per non penalizzare ulteriormente i ragazzi, che sono stati fermi da febbraio a giugno, e questo ha avuto impatti rilevanti sull’apprendimento, nonostante l’impegno loro e dei docenti. E sicuramente li segna anche nella loro crescita come persone. È un po’ una sconfitta per tutti, in particolare per loro e per le scuole stesse, dai dirigenti in poi, che si sono fatti l’estate a prepararsi al meglio. Avrei preferito davvero che si fosse scelto di non interrompere la didattica in presenza, anche se capisco che in questo momento, vista la preoccupante crescita dei contagi in tutta la Regione, sia importante valutare ogni tentativo di ridurre le occasioni di contatto. Da questo punto di vista, più che le scuole, ambiente molto sicuro e distanziato, in cui le occasioni di contagio sono limitate, il tema è sul trasporto pubblico, sul quale, sebbene sono certo Regione non possa stravolgere il trasporto pubblico locale in pochi mesi, mi rimane il dubbio che non si sia tentato tutto il tentabile.
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