La tomba che divide e racconta l’amore gay. E se succedesse a Monza? FOTO

Azzurro e giallo, giallo e azzurro. Un giardino di viole mammole. E poi le foto grandi anzi enormi. Ecco la tomba che fa discutere. E se succedesse a Monza?

La tomba che divide e racconta l’amore gay. E se succedesse a Monza? FOTO
Cronaca 07 Novembre 2017 ore 12:30

La tomba che divide racconta un amore gay che dura da 36 anni

La tomba che divide racconta un amore gay che dura da 36 anni

Azzurro e giallo, giallo e azzurro. Tanti fiori. Un giardino di viole mammole. E poi le foto, grandi enormi, di Carlo che è andato avanti e di Corrado che è rimasto qui ad amarlo, azzerando le distanze. Chiamatelo monumento funerario o semplicemente tomba, quella che è ormai diventa tappa di pellegrinaggio al cimitero della vicina Mariano Comense. Troppo colorata per alcuni, strana, diversa, capace di rompere il grigio. Libera espressione di una volontà secondo altri. E’ la tomba di Carlo Annoni – infermiere di Giussano – che insieme al compagno, anzi marito, Corrado Spanger è stato tra i pionieri nella lotta per il riconoscimento dei diritti gay.

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Fosforescente e ricca di immagini, è stata scelta proprio dal suo compagno che ha diviso con lui 36 anni.

La tomba di Annoni rispecchia l’uomo e la sua indole artistica spiega il compagno: “E’ stato malato a lungo, ingaggiando una strenua lotta con la malattia, che però non gli ha lasciato scampo. Insieme decidemmo i colori che avrebbe avuto il suo monumento funerario: lui amava il giallo, io l’azzurro. Soprattutto Carlo desiderava una tomba giardino con tanti fiori che celebrassero il nostro amore. Ci siamo amati molto, tutti i giorni della nostra vita”.

La polemica

Resta il fatto che il momento funebre, apparso su molti quotidiani nazionali, è diventato in queste ore di dominio nazionale. E infatti a qualcuno ha già fatto storcere il naso, al punto che Forza Italia vorrebbe presentare un mozione contro quella presenza perchè troppo eccentrica e inopportuna per un luogo di preghiera come un cimitero.

In memoria di Carlo

Non la pensa ovviamente così il compagno di secondo cui la tomba di Carlo è invece un atto d’amore che racconta una diversità in grado di arricchire, di stralciare il velo delle ipocrisie, urlando al cielo la forza di un sentimento che ha combattuto per aprirsi al mondo.

E se succedesse anche a Monza?

Al cimitero di Monza, sia quello principale che quello di San Fruttuoso al momento non esistono situazioni analoghe.

“Qualche tempo fa c’è stato il caso di un giovane ragazzo morto di leucemia – racconta l’assessore con delega ai servizi cimiteriali Simone Villa. “Il momento funebre che lo ricorda effettivamente è molto particolare e ai tempi fu approvato con un atto della giunta. Onestamente credo che, vista la vita di privazioni che facciamo, almeno in tempo di morte sia lecito poter scegliere quel che meglio rappresenta la persona da ricordare, anche attraverso il momento funebre” – spiega Villa.

“A Monza in particolare non esistono regole standard per quel che riguarda la tipologia di momenti funebri. Ogni tomba viene vagliata dall’ufficio manutenzione che ne approva la volumetria e gli spazi. Discorsi diverso per le cappelle il cui progetto deve essere approvato dalla commissione paesaggio. Nel regolamento della polizia mortuaria non esiste invece una indicazione vera e propria per la tipologia e sul colore del monumento”.

“Credo che in queste situazioni valga il principio del buon senso – conclude l’assessore. “Onestamente nella tomba di Carlo Annoni non ci trovo nulla di inopportuno. L’importante è che venga sempre mantenuto il decoro urbano e soprattuto rispettato il valore di un luogo come il cimitero”.

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