L’Anpi di Brugherio piange Luciano Modigliani

Ha portato per anni la sua storia di deportato nelle scuole.

L’Anpi di Brugherio piange Luciano Modigliani
12 Gennaio 2020 ore 14:58

Un profondo lutto ha colpito Brugherio e la sezione dell’Anpi. Si è spento a 91 anni Luciano Modigliani, cittadini benemerito brugherese.

Brugherio piange Luciano Modigliani

Nato a Siena il 19 Febbraio 1929, ultimo di dieci fratelli, nel 1939 si trasferisce a Milano, dove il padre, commerciante, spera di trovare un lavoro migliore.
Arrestato durante la guerra nel 1944, a 15 anni in un rastrellamento nazifascista, avendo un capitano della Muti riconosciuto il padre come antifascista, viene portato a San Vittore dove subisce pestaggi e torture. Destinato a Flossenburg viene portato a Bolzano, poiché la linea del Brennero è stata bombardata dagli alleati, impedendo i trasferimenti. Il campo di Bolzano è diventato negli ultimi mesi di guerra un vero e proprio campo di sterminio, dove Modigliani conosce la durezza del lavoro coatto e delle punizioni inflitte ai deportati. Nel Campo di Bolzano non ci sono camere a gas, ma i prigionieri vengono uccisi con le fucilazioni e le impiccagioni. Nonostante le condizioni di vita e di lavoro “impossibili”, in Modigliani non viene meno la speranza di uscire da questo inferno. Ci sono nel campo dei politici preparati che aiutano i deportati a resistere. Tra di loro ci sono medici, architetti, operai specializzati, fresatori, tornitori, attrezzisti, falegnami, calzolai, sarti, contadini.
Luciano Modigliani, pur giovanissimo, si ritrova all’interno dei collegamenti tra Resistenza organizzata del campo e Resistenza esterna del Comitato di Liberazione di Bolzano. Diversi tentativi di evasione e di fuga riescono grazie a questa rete. Alla fine di aprile 1945 termina la guerra e gli americani liberano il campo di Bolzano.
Al momento della liberazione Modigliani è praticamente uno scheletro: è passato da 59 a 28 chili di peso. Prima di rientrare a casa, passa un periodo di convalescenza per riprendere le energie e tornare alla vita normale. Per molti anni rimane in silenzio pensando di non essere creduto. Poi si convince finalmente a testimoniare. Durante gli ultimi vent’anni è intervenuto nelle Scuole di ogni ordine e grado per raccontare ai giovani la sua terribile esperienza e sottolineare
quanto siano preziosi i beni della pace, della democrazia, della libertà e della convivenza civile.

TORNA ALLA HOME PER LE ALTRE NOTIZIE DI OGGI

Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia