In piazza Cavour

L’Arcivescovo Delpini a Meda per incoronare la Madonna FOTO E VIDEO

Emozionante cerimonia per i dieci anni della Comunità pastorale Santo Crocifisso.

Seregnese, 30 Maggio 2020 ore 00:08

L’Arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini è arrivato a Meda questa sera, venerdì 29 maggio 2020, per l’incoronazione della Madonna della grotta di piazza Cavour, in occasione dei dieci anni della Comunità pastorale Santo Crocifisso.

L’Arcivescovo Delpini alla grotta di piazza Cavour

Ad accoglierlo nell’area antistante la grotta, la cui recinzione è stata recentemente restaurata, c’era il parroco don Claudio Carboni, che ha fatto gli onori di casa, con gli altri sacerdoti della Comunità pastorale e i membri del Consiglio pastorale, oltre all’Unitalsi e alle autorità civili e militari, con il sindaco Luca Santambrogio, l’assessore Andrea Bonacina, il consigliere Andrea Boga, il comandante della stazione locale dei Carabinieri, luogotenente Giuseppe Vantaggiato, e il comandante della Polizia Locale Valter Bragantini. A causa delle normative vigenti per contrastare la diffusione del coronavirus non è stato possibile per i fedeli assistere alla funzione (qualcuno si è fermato all’esterno della recinzione o in piazza Cavour), ma in tanti hanno seguito la cerimonia da casa, grazie alla diretta Facebook trasmessa sulla pagina della Comunità pastorale.

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Il rosario e l’incoronazione della Madonna

Nella suggestiva cornice della grotta, in un’atmosfera di riflessione e raccoglimento, l’Arcivescovo, ringraziando per l’invito e l’accoglienza, ha presieduto la preghiera del rosario per poi introdurre il momento dell’incoronazione della Madonna.

Il diadema che stiamo per mettere sul capo di Maria è per tutti coloro che non contano niente, quelli a cui nessuno chiede nulla perché il loro parere non conta, quelli che non fanno notizia, quelli che vedono la loro vita come un fallimento. Maria viene incoronata per invitarli a pregare e a considerare di essere sotto lo sguardo di Dio con il loro niente, che viene glorificato. Ma questo è anche il diadema che l’immaginario collettivo ha individuato per dire a tutte le donne che siete custodi del mistero della vita e del suo significato. Voi date la vita e il senso della vita, voi fate capire che la vita ha senso solo quando diventa un dono d’amore. Infine il diadema si riferisce anche a chi si fa servo della comunione, a chi antepone il bene collettivo al proprio interesse personale. Voi siete le stelle che incoronano Maria.

“Viviamo un momento drammatico, ma Maria ci dà coraggio”

Al termine della cerimonia monsignor Delpini ha nuovamente ringraziato per l’accoglienza “in un luogo così bello, in mezzo alle case, così propizio a ricordare a chi passa di qui di pensare a Maria. La corona sia un incoraggiamento per tutti noi”. Ha quindi parlato del momento che stiamo vivendo, “un momento strano, complicato, drammatico, in cui la nostra fede è messa alla prova e anche tutta la nostra capacità di fare il bene, tutta l’operosità creativa di questo territorio, tutto il benessere frutto di tanti sacrifici è come reso incerto dal tempo che stiamo vivendo. Ma Maria è qui per pregare per noi e ci dà coraggio”.

I regali della città

Al termine della cerimonia, prima di salutare l’Arcivescovo, don Claudio gli ha consegnato i regali della Comunità pastorale e dei coscritti del 1951, mentre il sindaco, a nome dell’Amministrazione comunale, gli ha donato il libro sulla chiesa di San Vittore, il gioiello di Meda di cui quest’anno, proprio a maggio, ricorrono i 500 anni.

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