L’Arcivescovo scuote la comunità di Seregno: “Svegliatevi”

"E' il momento opportuno per dire che la città è famosa per il bene che opera e non per i fatti di cronaca" 

L’Arcivescovo scuote la comunità di Seregno: “Svegliatevi”
14 Ottobre 2017 ore 10:01

L’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, scuote Seregno: “Rialzati”. Venerdì sera monsignor Mario Delpini ha terminato il suo pellegrinaggio decanale nella chiesa di Sant’Ambrogio a Seregno, a conclusione del percorso di preghiera nel centenario della prima apparizione della Madonna di Fatima, compatrona della parrocchia. Nell’omelia il neo Arcivescovo ha incalzato con vigore l’intera comunità ancora scossa dalle recenti vicende di cronaca, con l’arresto del sindaco Edoardo Mazza e l’azzeramento dell’Amministrazione. Presente anche il commissario prefettizio, Antonio Cananà, nella sua prima uscita pubblica con la fascia tricolore.

L’Arcivescovo scuote la comunità: “Svegliatevi”

“La città e la comunità che vi abita sente che oggi è il momento giusto per mettersi in cammino – le parole del sacerdote nell’omelia –  Per ritrovare la fierezza del bene che si può fare, per ricostruire la buona parte della città dove migliaia di persone ogni mattina si mettono in tutta fretta a fare del bene.  Qualche volta sembra che la cronaca sia un insulto alla città e sembra che la città si debba ricordare per quel fatto di cronaca. Questo è il momento opportuno perché gli onesti, i lavoratori, la gente seria che abita in questa città si alzi in piedi e dica: “Noi faremo un bene così grande, diventeremo famosi per imprese così onorevoli, prenderemo l’iniziativa per cose così belle che la nostra città dimenticherà i fatti di cronaca che ci hanno turbati. E saremo capaci di dire che Seregno è famosa per la serietà con  cui gli onesti operano il bene”.

Delpini: “Oggi si decide la qualità della vita”

Nell’omelia, conclusa con un fragoroso applauso dalla comunità quasi commossa,  Monsignor Delpini ha tracciato il giorno del giudizio finale, ricordando l'”illusione dell’uomo di essere giudice di se stesso, di essere al centro del mondo quasi con insofferenza di fronte a chi pretende di giudicare”. Poi ha richiamato l’importanza di vivere in pienezza il tempo presente: “Il tempo è occasione da non perdere. Oggi si decide la qualità della vita, che è una chiamata e una vocazione. Ogni momento della vita è importante”.  Nelle battute iniziali il prelato ha citato i recenti fatti di cronaca: “Sembrava un malessere da nulla e invece si rivela un aggressore devastante” e ha sottolineato con vigore e toni severi anche l’indifferenza alle sofferenze e ai bisogni: “Svegliatevi, voi che avete così a cuore il benessere da essere disposti a vendere l’anima per un po’ di benessere”.

 

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