Le città italiane sempre più social. Monza preferisce Youtube – LA CLASSIFICA

Sono 727 i video caricati nel 2018, in netta crescita rispetto al 2018.

Le città italiane sempre più social. Monza preferisce Youtube – LA CLASSIFICA
Monza, 26 Settembre 2018 ore 12:50

Le città italiane sempre più social. Monza preferisce Youtube. Ecco un’anteprima del rapporto ICity Rate 2018, il rating delle smart city italiane che sarà presentato il 17 ottobre a ICity Lab. Tra tutte spicca anche Monza e la sua propensione per i video.

Le città italiane sempre più social. Monza preferisce Youtube

Sempre più città italiane sono attive sui social media (99 contro le 94 del 2017), ma è ancora bassa l’interazione con la community. Reggio Emilia, Bologna e Ferrara le città più social per numero di canali attivi. Roma, Milano e Torino quelle con più fan/follower. Firenze (su Twitter) e Verbania (su Facebook) quelle con i maggiori utenti in relazione alla popolazione. E per la Brianza spicca Monza con la sua propensione per Youtube.

I dati diffusi sono un’anteprima dei risultati dall’indagine di FPA, società del gruppo Digital360, sulla presenza, l’uso e la performance sui social network di 107 comuni capoluogo di provincia. Uno dei 100 indicatori contenuti nel Rapporto “ICity Rate 2018”, che sarà presentato il prossimo 17 ottobre a Firenze alla manifestazione ICity Lab (Firenze Fiera, Palazzo degli Affari, 17-18 ottobre)

Secondo i dati forniti dal rapporto Monza, assieme a Napoli e Cesena rientra nelle città che nell’ultimo anno sono state più attive su YouTube con 727 video caricati nel 2018, in netta crescita rispetto al 2018. Su questo social, molto ampio il divario fra le città più attive e quelle più assenti, come Padova, Mantova, Gorizia, Brescia e Vercelli, ferme a meno di cinque video pubblicati.

Ecco la classifica delle città più attive su Youtube

I risultati complessivi

Il social media più amato dalle città è ancora Facebook, scelto come canale di comunicazione da 82 comuni capoluogo (tre in meno rispetto al 2017), seguito da Twitter con 79 città presenti (73 lo scorso anno), YouTube con 71 (67 nella precedente rilevazione) e Instagram con 26 (in crescita rispetto ai 21 del 2017). Stabile, invece, l’uso di Google+ (15), mentre cala la presenza delle città su Flickr (da 15 a 13) e su Pinterest (da 5 a 4). Ci sono anche alcuni comuni che hanno sperimentato canali inediti, come WhatsApp (Reggio nell’Emilia, Bologna, Rimini, Siracusa e Ancona) e LinkedIn (Roma Capitale e Pavia). La sfida dell’instant messaging, tuttavia, non è ancora pienamente accettata: nella maggior parte dei casi i cittadini possono ricevere informazioni o messaggi dal Comune in modalità broadcast, ma non chiedere informazioni o interagire.

Facebook premia le grandi città

Su Facebook invece la fanno da padrone le grandi città che vantano il maggior numero di “like”. In testa Roma, con 401.338 like, seguita da Milano, con 143.711, e Torino, con 119.130. Roma si porta anche in seconda posizione per numero di like guadagnati nel 2018 (+19.498) alle spalle di Bologna (+32.056) e davanti a Napoli (+18.750). Ma se si considerano i like in rapporto alla popolazione sono le piccole città a occupare le prime posizioni, con Verbania (41,5% della popolazione) a guidare la classifica, seguita da Crotone (36,9%) e Pesaro (34,5%). Anche il tasso di engagement premia i piccoli comuni, con Viterbo in prima posizione (31,2%), seguita da Pordenone (19,7%) e Aosta (10,9%).

Twitter

Analizzando la presenza dei comuni su Twitter, emerge un quadro estremamente eterogeneo: si passa da città come Bologna, con 65.800 tweet, totali o Roma con i suoi 37.000, a città come Fermo che sono bloccate a una sessantina di post totali oramai da oltre un anno. Se osserviamo in particolare gli ultimi 12 mesi, ci sono città davvero attive e altre che hanno una presenza meno efficace. Passiamo infatti da Venezia, la città che più si è data da fare nell’ultimo anno pubblicando 6600 tweet in soli 12 mesi, con una media di circa 127 post la settimana, a città che hanno fatto meno di 5 post alla settimana (ben 19 città sulle 79 che hanno un account twitter).

Ecco la classifica generale in cui rientra anche Bergamo con i sui 13400 tweet nel corso del 2018:

Mancano le competenze per utilizzare i social

Se la presenza dei comuni sui social media è mediamente aumentata, non mancano casi di account poco aggiornati o addirittura fermi e si registra ancora una bassa interazione con la propria community.

“I nostri dati rivelano ancora una certa difficoltà da parte delle amministrazioni a sfruttare appieno le potenzialità dei social media, anche a causa di una distanza culturale e di una mancanza di competenze diffuse – sottolinea Gianni Dominici, Direttore Generale di FPA -. Sono aumentati i social media manager all’interno delle amministrazioni, ma nella maggior parte dei casi si tratta di professionisti in staff al sindaco, mentre restano ancora pochi gli altri dipendenti formati a una comunicazione 2.0. Questo spiega perché la maggior parte dei comuni capoluogo presenti sui social è online soprattutto per raccontare l’operato politico. Per interagire con i cittadini sui social, utilizzandoli come strumento di trasparenza, dibattito e democrazia, servono invece consapevolezza, competenze, una conoscenza diffusa delle potenzialità dei social network”.