Cronaca

Le opposizioni chiedono le dimissioni del sindaco e di due consiglieri 5 Stelle

Presentato in Consiglio a Vimercate un ordine del giorno urgente.

Le opposizioni chiedono le dimissioni del sindaco e di due consiglieri 5 Stelle
Cronaca Vimercatese, 25 Ottobre 2018 ore 14:34

Le opposizioni chiedono di votare la sfiducia al sindaco e le dimissioni di due consiglieri 5 Stelle. Questo è in sintesi il contenuto dell'ordine del giorno urgente presentato nella serata di ieri, mercoledì, all'attenzione del Consiglio comunale di Vimercate dall'esponente di "Noi per Vimercate" Alessandro Cagliani e sottoscritto anche dalla collega di Forza Italia Cristina Biella, dai tre esponenti del Pd guidati da Mariasole Mascia, e dal rappresentante di "Vimercate futura" Mattia Frigerio.

Scuse e dimissioni

Nel mirino delle opposizioni il primo cittadino pentastellato Francesco Sartini e i consiglieri 5 Stelle Patrizia Teoldi (capogruppo) e Carlo Amatetti. Nel documento le minoranze chiedono le scuse e le dimissioni di tutti e tre.

L'archiviazione della querela dell'ex assessore Grossi

Ancora una volta al centro della disputa c'è il nome di Claudio Grossi, ormai ex assessore al Bilancio e Legalità della Giunta Sartini. Come noto è di qualche settimana fa l'ordinanza di archiviazione da parte del gip del Tribunale di Monza della querela per diffamazione intentata lo scorso anno da Grossi nei confronti dei tre capigruppo di opposizione Mascia, Biella e Cagliani. Il gip, nell'archiviare definitivamente la querela, dopo l'impugnazione di Grossi, ha definito vere le accuse fatte dai tre consiglieri. Nel merito, una questione relativa al compenso da assessore e l'altra rispetto a presunti favoritismi a una ong.

Alla luce della decisione del gip, i consiglieri di opposizione sono andati a ripescare le dichiarazioni fatte a suo tempo sia in aula che sui giornali dal sindaco Sartini e dai due consiglieri Teoldi e Amatetti, che avevano difeso a spada tratta l'assessore, sostenendo che  a raccontare bugie fossero stati gli esponenti della minoranza nel tentativo di infangare l'allora assessore. Il capogruppo dei 5 Stelle Teoldi sia era anche spinta a presentare, per conto della maggioranza, un ordine del giorno che chiedeva al sindaco  di adire le vie legali contro Biella, Cagliani e Mascia per tutelare il nome della città.

Amatetti aveva parlato durante il  Consiglio comunale del 29 novembre 2017 di "dichiarazioni (delle minoranze contro Grossi, ndr) basate su falsità, come già acclarato a suo tempo e come abbiamo avuto modo di acclarare in questo consesso".

Il sindaco Sartini aveva invece parlato di "messaggio falso usato per attaccare l'assessore" e ha più volte difeso Grossi, respingendo insieme alla maggioranza pentastellata per due volte la richiesta di dimissioni dell'assessore avanzata dalle minoranze.  Inoltre, secondo le opposizioni,  anche dopo l'ordinanza del gip il primo cittadino ha mantenuto la propria posizione senza avanzare scuse ai tre consiglieri querelati.

"Il sindaco ha mentito"

"Il sindaco  ha mentito e continua a mentire veicolando messaggi tesi a fuggire dalle sue proprie responsabilità ed a proporre alla cittadinanza proclami che distorcono la realtà, nonostante le sentenze dei tribunali - si legge nell'ordine del giorno dalle minoranze -   Il sindaco inoltre ha comportamenti che sconfessano, nella amministrazione della città e nelle sue scelte personali, quanto ha dichiarato con enfasi nel passato, non ultima la sua scelta di impegno a tempo pieno in Comune, ora divenuto a tempo parziale. Le dichiarazioni del Sindaco alterano addirittura i contenuti di un provvedimento giudiziale definitivo, a dispetto dei falsi proclami sulla legalità".

E ancora:

"Le menzogne diffuse dal sindaco e condivise dai componenti degli organi politici dell’amministrazione
con dichiarazioni e presentazione di ordini del giorno, su tutti da parte dei consiglieri Amatetti e Teoldi non rendono gli stessi adeguati a ricoprire i rispettivi incarichi pubblici e ad amministrare la nostra Città".

La richiesta finale

"Tanto premesso, SI CHIEDE: che il Sindaco, il consigliere Amatetti e la capogruppo Teoldi si scusino nelle sedi istituzionali con i capigruppo di opposizione per le loro dichiarazioni palesemente false; che il Consiglio Comunale voglia votare la sfiducia al sindaco; che i consiglieri Amatetti e Teoldi rassegnino le dimissioni da Consiglieri comunali".

Discussione rinviata, chiesto un Consiglio ad hoc

La richiesta di discussione immediata dell'ordine del giorno è stata respinta in  quanto il regolamento prevede che l'urgenza (e quindi l'immediata discussone del documento) ricorra solo per fatti avvenuti dopo la convocazione della seduta. E non è questo il caso. Oltre a ciò, secondo la maggioranza la richiesta di dimissioni dei consiglieri e di sfiducia al sindaco non possono essere inserite nelle stesso documento poiché l'eventuale approvazione richiederebbe maggioranze differenti. Per la richiesta di dimissioni dei consiglieri sarebbe sufficiente la maggioranza dei presenti in aula. Per la sfiducia al sindaco è invece richiesta la maggioranza dei consiglieri eletti. Le opposizioni hanno comunque chiesto che il segretario comunale Pietro San Martino formuli un parere scritto in merito riservandosi di chiedere la convocazione di un Consiglio ad hoc per discutere e votare l'ordine del giorno.

 

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