Legambiente contro il consumo di suolo

Il Circolo di Biassono ricorre al Consiglio di Stato per fermare l'intervento previsto dal Piano di governo del territorio.

Legambiente contro il consumo di suolo
Caratese, 26 Febbraio 2019 ore 08:30

«La nostra è una battaglia in favore della qualità della vita che ci sentiamo di portare avanti». Il Circolo Legambiente Biassono, costituito di recente e presieduto da Cristina Schiatti, ricorre al Consiglio di Stato per fermare il consumo di suolo previsto dal Piano di governo del territorio.

Legambiente fa appello al Consiglio di Stato

«Con questo ricorso ci appelliamo al Consiglio di Stato affinché accolga l’istanza di annullamento delle nuove espansioni edilizie previste dal Pgt approvato dall’Amministrazione comunale a guida leghista – hanno dichiarato i ricorrenti – L’auspicio è che i giudici riconoscano la fondatezza di tutti i motivi di censura presentati nei precedenti ricorsi, solo parzialmente accolti dal Tar, per contrastare l’inutile consumo di suolo perpetrato con le previsioni dell’Ambito di Trasformazione Atr1 che, da nord a sud, comprende tutte le aree agricole racchiuse tra via Trento e Trieste e via Misericordia. Una porzione di territorio di ben 307mila metri quadri equivalenti a 60 campi di calcio».

Il consumo di suolo

«Ciò porterebbe a un consumo di suolo con valori vicini all’80% – ha aggiunto Giorgio Beretta di Legambiente – Una percentuale elevatissima se rapportata al consumo della Provincia di Monza e Brianza (41%), a quello della Lombardia (13,4%) e a quello nazionale (7,65%). La previsione del Pgt, se attuata, porterebbe all’occupazione totale del territorio. Con questo ricorso confidiamo di aprire nuove riflessioni a favore di uno sviluppo sostenibile. Sfido chiunque a investire 100milioni di euro con il rischio di una sentenza che potrebbe annullare tutto o addirittura far pagare i danni. A Biassono abbiamo già 40 capannoni inutilizzati: che necessità c’è di costruire altro? Il territorio è un bene comune che va tutelato e Legambiente è tutelata a promuovere azioni di difesa».

Il vice presidente regionale, Marzio Marzorati

«Siamo di fronte a un impegno della società civile disposta a raccogliere risorse per sostenere il ricorso – ha aggiunto Marzio Marzorati, vice presidente regionale di Legambiente – Lo facciamo solo quando non incontriamo negli amministratori locali la capacità di rispondere ai problemi del territorio. E’ stata una scelta ponderata: il primo obiettivo è la salvaguardia del suolo, un impegno che questa Amministrazione comunale disattende. Ne va della salute dei cittadini ed è un problema sociale: la mancanza di spazi liberi peggiora le condizioni di vita. La Brianza ha già dato sufficiente suolo allo spreco: basta vendere il suolo per fare i bilanci. Questa azione è scellerata, perché accanirsi sulle ultime due aree libere? Comuni come Biassono sono l’emblema del cemento. Perché questo intervento senza che ci sia mercato? Non stiamo rispondendo a una domanda, anzi, in Lombardia stiamo assistendo sempre più spesso all’abbandono di aree commerciali. Chiediamo all’Amministrazione comunale di tornare sui suoi passi – aggiunge Marzorati – Non è vergognoso cambiare idea e ascoltare la voce dei cittadini, cioè la nostra. Perché Legambiente è apartitica e ha a cuore la tutela del suolo».

Il parere anche di Biassono Civica

«In questi due anni la nostra lista si è spesa molto sul discorso della salvaguardia del territorio – ha dichiarato Diego Colombo, capogruppo di Biassono Civica – Abbiamo anche presentato una mozione in Consiglio comunale. Anche il nostro programma elettorale è mirato al consumo zero di suolo. Ciò non vuol dire che non deve sorgere più niente, si tratta di essere razionali, prudenti e avere uno sguardo complessivo. L’intervento su quell’area non ha senso perché sono in gioco solo interessi privati. Accogliamo con favore la decisione di Legambiente e la sosterremo politicamente».

Il servizio completo sul Giornale di Carate in edicola da oggi martedì 26 febbraio 2019.

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