La cerimonia

Lesmo, una panchina in ricordo di Silvano: 25 anni di dono nel volontariato in Avis

Insieme alle autorità, ai volontari e ai compagni del Gruppo di Cammino, la comunità ha svelato la seduta posta davanti alla chiesa: un dono nato dalla generosità della famiglia e degli amici per onorare oltre 25 anni di volontariato e una vita spesa tra l'amore per Lesmo e le vette della montagna.

Lesmo, una panchina in ricordo di Silvano: 25 anni di dono nel volontariato in Avis

Oggi, giovedì 2 aprile, Lesmo non ha semplicemente aggiunto un elemento al proprio arredo urbano. Davanti alla chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta, proprio di fronte al Monumento ai Caduti, la comunità si è ritrovata per un gesto che profuma di casa e di gratitudine, celebrando l’inaugurazione di una panchina donata da Avis Lesmo. Non si è trattato di una formalità istituzionale, ma di un abbraccio collettivo dedicato a Silvano Colombo, un uomo che per oltre venticinque anni ha incarnato il valore del dono e della partecipazione attiva, scomparso nell’aprile del 2025.

 

La storia di Silvano è quella di un legame profondo con il territorio

Nato a Correzzana, aveva scelto Lesmo come sua casa, vivendoci da sempre e diventandone una delle anime più attive e conosciute. Non era solo un volontario storico dell’Avis, ma un pilastro silenzioso su cui poggiava il tessuto sociale del paese. La sua energia si esprimeva nel servizio agli altri e nel movimento, essendo stato uno dei motori del Gruppo di Cammino di Lesmo. Amava profondamente la vita e, sopra ogni cosa, la libertà della montagna, tanto che la famiglia ha scelto di disperdere le sue ceneri tra le vette, lasciando che il suo spirito continuasse a correre lassù, nel silenzio dei giganti di roccia.

La generosità dell’Avis

A rendere ancora più speciale questa donazione è il gesto di generosità che l’ha originata, raccontato con emozione dalla figlia Erika. In occasione dell’ultimo saluto a Silvano, la famiglia aveva chiesto di non donare fiori, ma di raccogliere fondi da destinare a scopi benefici. Quelle donazioni sono state consegnate all’Avis, che ha deciso di trasformare il contributo in un segno tangibile per l’intera collettività. Quella panchina, dunque, è letteralmente il frutto dell’affetto di tutti coloro che hanno voluto bene a Silvano, trasformato in un bene comune.

La cerimonia di oggi è stata semplice e profondamente sentita. A rendere onore a Silvano erano presenti le massime autorità cittadine, con il sindaco Sara Dossola e l’assessore Valentina Labia, che hanno sottolineato come questo spazio rappresenti un ponte tra la memoria individuale e l’impegno civile. Accanto a loro, il mondo del volontariato si è schierato compatto: i volontari dell’Avis guidati dal presidente Bruno Beretta, gli amici del Gruppo di Cammino capitanati da Giorgio Carpenzano e i volontari della Protezione Civile, tutti uniti nel ricordo di un collega stimato.

La targa apposta alla panchina

Il momento più toccante è stato senza dubbio la vicinanza mostrata alla moglie Giuliana e alla figlia Erika. La targa apposta sulla panchina non serve solo a ricordare un nome, ma invita chiunque passi davanti alla chiesa a fermarsi un istante, a riflettere sul valore del tempo dedicato agli altri e a guardare al futuro con lo stesso spirito di servizio che ha guidato Silvano per tutta la vita.

Da oggi, chi cercherà un momento di riposo troverà un posto speciale. Una panchina che parla di radici nate a Correzzana e cresciute forti a Lesmo, di camminate condivise e di vette lontane. È il modo in cui la nostra comunità ringrazia un amico che, pur avendo raggiunto le sue amate montagne, ha lasciato qui un luogo dove possiamo continuare a sederci e a sentirci uniti. Perché, in fondo, per camminare lontano bisogna anche sapersi fermare insieme.