L'annuncio della Farnesina

Liberata la studentessa di Vimercate prigioniera in Marocco

Ikram Nazih era stata incarcercata lo scorso giugno per una vignetta satirica pubblicata su Facebook.

Liberata la studentessa di Vimercate prigioniera in Marocco
Cronaca Vimercatese, 23 Agosto 2021 ore 17:11

Liberata la studentessa di Vimercate prigioniera in Marocco. Ikram Nazih era stata incarcerata lo scorso giugno per una vignetta satirica pubblicata su Facebook.

La gioia della Farnesina

A dare l'annuncio della liberazione è stata la Farnesina, attraverso le parole del sottosegretario agli Affari europei Enzo Amendola da Marrakech.

"Nel processo d'appello sono state ascoltate le ragioni della difesa e, grazie all'ottima collaborazione istituzionale con le autorità locali, Ikram uscirà di prigione. In queste settimane abbiamo lavorato insieme con il nostro ambasciatore a Rabat Armando Barucco, al Consolato e di concerto con il ministro Di Maio e la Farnesina. Ad agosto ho seguito il caso personalmente, parlando con le parti interessate e andando a trovare Ikram Nazih nel luogo di detenzione. Alla nostra connazionale e alla sua famiglia vanno i miei migliori auguri. Continuano i solidi rapporti tra Italia e Marocco, frutto di un partenariato strategico".

Da quanto appreso, pare che proprio in questi minuti il console generale stia andando a prendere la giovane.

"Un raggio di sole atteso e meraviglioso"

Anche il deputato della Lega Massimiliano Capitanio ha voluto esprimere tutta la sua soddisfazione per la scarcerazione di Ikram Nazih.

"La notizia della librazione di Ikram Nazih arriva come un raggio di sole atteso e meraviglioso - dischiara l'esponente del Carroccio - Finalmente la giovane studentessa nata a Vimercate torna a rivedere la luce e a riabbracciare i propri cari dopo un'esperienza terribile e dolorosa. L'udienza di Appello ha potuto ridare il giusto peso alla vicenda, anche grazie all'encomiabile lavoro della diplomazia italiana, a partire dal ruolo svolto dall'ambasciatore in Marocco, Armando Barucco. Ora ci auguriamo che, nel rispetto della religione e dell'autonomia di ogni Stato, vicende come queste non debbano ripetersi mai più: i nostri giovani hanno diritto a un futuro di libertà".

Capitanio, lo ricordiamo, è stato il primo firmatario dell'interrogazione parlamentare sul caso di Ikram Nazih.

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