L’odio sui muri di Monza | Scritte che inneggiano alle Foibe FOTO

Sono apparse nei giorni scorsi alcune scritte lungo via Tintoretto, di fronte al cimitero urbano del capoluogo brianzolo. Di fianco un messaggio "firmato" dagli anarchici contro l'operazione di sgombero dell'Asilo da parte della Polizia a Torino.

L’odio sui muri di Monza | Scritte che inneggiano alle Foibe FOTO
Monza, 12 Febbraio 2019 ore 10:36

L’odio sui muri di Monza | Scritte che inneggiano alle Foibe. Sono apparse nei giorni scorsi alcune scritte lungo via Tintoretto, di fronte al cimitero urbano del capoluogo brianzolo. Di fianco un messaggio “firmato” dagli anarchici contro l’operazione di sgombero dell’Asilo da parte della Polizia a Torino.

L’odio sui muri di Monza

Due scritte, diverse nei contenuti, sono apparse sullo stesso muro che corre lungo via Tintoretto a Monza, di fronte all’ingresso principale del cimitero urbano del capoluogo brianzolo. Da un lato c’è un messaggio di “solidarietà”, firmato dagli anarchici – ben visibile, infatti, la A cerchiata – per manifestare il proprio sostegno ai militanti arrestati nel corso dell’operazione di Polizia effettuata qualche giorno fa a Torino in occasione dello sgombero dell’Asilo occupato. Dodici i manifestanti fermati dalle Forze dell’ordine nell’ambito del corteo che ha paralizzato la città della sindaca Appendino, e che ha visto anche l’intervento dei soccorritori per prestare cure ai quattro soggetti rimasti feriti negli scontri tra black bloc e i poliziotti.

L'odio sui muri di Monza | Scritte che inneggiano alle Foibe FOTO

Foibe

Poco distante dal primo messaggio scritto con una bomboletta verde, ce n’è un altro, scritto in rosso, molto più breve: “+ Foibe”, si legge sulla parete. Un messaggio che inneggia chiaramente all’odio, schernendo, ridicolizzando di fatto il dolore provato da migliaia di persone in un capitolo triste della storia. Comincia tutto all’indomani dell’armistizio dell’8 settembre: la penisola istriana finisce sotto il controllo del Movimento di Liberazione jugoslavo guidato da Tito. In un mese le foibe si riempiono dei corpi di almeno 500 italiani. Diventeranno alcune migliaia al termine della seconda guerra mondiale, quando gli jugoslavi occupano la Venezia Giulia e cominciano le deportazioni. Nel 1947, poi, il Trattato di Pace di Parigi impone il passaggio di Zara, Fiume e di gran parte dell’Istria alla Jugoslavia. È l’inizio di un esodo doloroso per circa 300 mila italiani. Su tutto, però, cala il silenzio. Fino agli anni Novanta, con la caduta del Muro di Berlino e la crisi jugoslava. E, nel 2004, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi firma il decreto che istituisce “Il giorno del ricordo”.

Sul Giornale di Monza in edicola da oggi, martedì 12 febbraio, ampio spazio alla polemica tra Anpi e Ades in merito a due iniziative separate che si terranno lo stesso giorno, domani, mercoledì 13 febbraio, al Binario 7 di Monza.

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