Mercoledì la buona notizia, con il freno a mano comunque tirato visto l’imprevedibile evolversi della crisi in Medio Oriente. «Giorgio e le sue compagne hanno un biglietto per Roma domenica pomeriggio. Lui sarà a casa lunedì in mattinata, a Dio piacendo…». Due giorni dopo, sabato, la doccia fredda. «Il volo è stato cancellato e non si sa ancora se riusciranno a ottenerne un altro entro il 27 marzo». A stretto giro, il secondo sospiro di sollievo: nuovo biglietto in mano, partenza mercoledì 25 marzo, sempre per la capitale. Con le dita che devono restare necessariamente incrociate.
Una settimana sulle montagne russe
E’ stata una settimana di montagne russe per Giorgio Canestraci, diciottenne di Monza studente al quarto anno dell’istituto alberghiero «Olivetti», e per le sue compagne di scuola Syed Sana Zahid e Ikram Zairi. Al momento sono ancora a Doha, in Qatar, dov’erano atterrati tra ottobre e dicembre per un’esperienza formativa tra cucina, pasticceria e sala in un albergo di lusso, il «The Ned», cinque stelle e sedi anche a Londra e New York. Bloccati dopo lo scoppio del conflitto tra Iran, Stati Uniti e Israele.
Settimana scorsa, avevamo raccolto lo sfogo di Maurizio Canestraci, papà di Giorgio, deluso dall’inerzia dell’Ambasciata italiana accusata, sostanzialmente, di aver lasciato i ragazzi al loro destino, con il rumore dei missili a fare da spaventosa colonna sonora di ogni loro giornata. Lavoro fermo, nessuno possibilità di uscire e i muri che tremano perchè i loro alloggi sono nel deserto, tra la città di Doha e la base americana presa di mira dagli attacchi.
«Nessuna soluzione, nessuna procedura d’urgenza, nessun riferimento a protocolli consolari straordinari – aveva denunciato – Lo Stato italiano non trova nemmeno un funzionario che si prenda la briga di trovare una via d’uscita, che ci metta la faccia e si prenda in carico la questione e riporti Giorgio e le sue due compagne a casa in sicurezza».
Volo annullato
Della questione si è subito interessato il vicesindaco di Giussano, Adriano Corigliano, che si è offerto di fare da ponte tra il giovane monzese e la Farnesina. Operazione non semplice perchè, come spiegato da fonti governative al nostro settimanale, la procedura per il rientro in Italia di cittadini lavoratori dall’estero in situazioni di emergenza, come Giorgio, Syed e Ikram, differisce significativamente da quella prevista per i turisti e necessita l’intervento diretto del datore di lavoro (l’hotel «The Ned» quindi). Nella serata di lunedì scorso, la prima telefonata «rassicuratrice» di un funzionario del Ministero degli Affari Esteri a Giorgio. Mercoledì, la svolta, con il biglietto aereo per Roma nelle mani dei tre studenti. Partenza domenica 22 marzo, nel «corridoio» aperto alle linee aeree, con un numero risicatissimo di partenze fissate fino a sabato 28 marzo. Ma domenica, come detto, la marcia indietro: volo annullato e morale sotto i piedi.
«Non sappiamo ancora se si riusciranno a ottenere un altro biglietto…», diceva sconsolato sabato pomeriggio papà Maurizio.
Il nuovo biglietto
Lunedì l’ennesima svolta.
«I ragazzi hanno un biglietto aereo per mercoledì 25 marzo», l’annuncio della dirigente scolastica dell«Olivetti» Renata Cumino. «Se tutto va come pianificato, giovedì mattina vado a prendere Giorgio in stazione centrale a Milano», ha confermato papà Maurizio Canestraci.
Lo speriamo davvero tutti.