Malaria: l’intervista all’esperto di profilassi e malattie infettive

I colleghi della Gazzetta della Martesana ne hanno parlato con il dottor Marino Faccini responsabile della Profilassi per le malattie infettive dell'Ats di Milano

Malaria: l’intervista all’esperto di profilassi e malattie infettive
07 Settembre 2017 ore 12:07

Dopo la morte di una bimba di 4 anni a Brescia la malaria in Lombardia è monitorata

Malaria in Lombardia

La morte per malaria di una bambina di 4 anni all’ospedale di Brescia rappresenta un caso piuttosto particolare, soprattutto perché la piccola non era reduce da un viaggio in zone a rischio. Ma la storia insegna che, seppur in misura estremamente ridotta, situazioni simili sono già accadute in Italia.

I colleghi della Gazzetta della Martesana ne hanno parlato con il dottor Marino Faccini responsabile della Profilassi per le malattie infettive dell’Ats di Milano.

malaria in LombardiaCome è stato possibile quello che è successo?

“La letteratura medica descrive alcuni casi eccezionali di contagio senza una storia di viaggio. Le modalità di trasmissione della malaria sono solo due, attraverso il sangue (molto difficile, perché negli ospedali si utilizzano tutte apparecchiature monouso e sterilizzate) o la puntura di una zanzara. Ora ci saranno delle indagini per capire come sia stato possibile che la piccola venisse contagiata”.

 

Zanzare dalle zone a rischio?

Ma è possibile che una zanzara viaggi sin dalle zone a rischio sino a noi?

“Sembra assurdo ma c’è una remota possibilità. Le zone malariche iniziano subito dopo la fascia nordafricana, e il viaggio non è lunghissimo. Stiamo ragionando per ipotesi, ma l’eventualità che una zanzara infetta si sia infilata nella borsa di un viaggiatore e sia uscita quando questi ha aperto i bagagli è comunque da considerare. Nel caso specifico, comunque, credo che verranno fatte anche altre verifiche sulle frequentazioni che può aver avuto la piccola nei luoghi di villeggiatura dove è stata”.

Noi abbiamo qualcosa da temere?

“No. Ripeto, stiamo parlando di un caso eccezionale. Chi corre il rischio è chi viaggia nelle zone malariche, che deve seguire una specifica profilassi prima di lasciare l’Italia”.

Come accorgersi della malattia

In  questi casi come è possibile accorgersi di aver contratto la malaria?

“La malaria non ha sintomi specifici. Si manifesta con febbre, mal di testa e sudorazione, come una comune influenza. Se parliamo di una persona che non ha recentemente viaggiato è impossibile che pensi a un contagio. Chi invece arriva da zone a rischio e avverte questi sintomi, anche in forma leggera, deve assolutamente presentarsi in ospedale”.

E dopo cosa succede? 

“Nel caso venga diagnosticato il contagio c’è il ricovero e la cura con farmaci specifici, che nella quasi totalità dei casi permette la completa guarigione. Certo, c’è sempre una minima possibilità di un deficit o di mortalità, ma il fattore decisivo è il tempo. Se diagnosticata rapidamente la malaria si combatte in maniera efficace. A quel punto, poi, parte anche una segnalazione all’Ats, che avvia un’indagine per ricostruire tutti i movimenti del paziente e capire come sia stato possibile il contagio”.

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