Malattie autoimmuni del fegato: team lombardo-veneto vince 100mila euro

Nanoparticelle per curare le malattie autoimmuni del fegato. La ricerca guidata da un team veneto-lombardo vince 100mila euro all'Open Accelerator.

Malattie autoimmuni del fegato: team lombardo-veneto vince 100mila euro
Monza, 21 Dicembre 2017 ore 15:33

Nanoparticelle smart e green per curare le malattie autoimmuni del fegato vincono i 100.000 euro del primo premio dell’Open Accelerator di Zambon Group.
Alla guida, un team lombardo-veneto guidato da Margherita Morpurgo (Università degli Studi di Padova) e Pietro Invernizzi (Università di Milano Bicocca – ASST di Monza).

Malattie autoimmuni del fegato: team lombardo-veneto vince 100mila euro

Immaginate delle nanoparticelle smart e green e caricatele con un farmaco. Lo porteranno dove serve, ne rilasceranno quanto serve, e non avranno effetti collaterali, perché sono biodegradabili, biocompatibili e non hanno residui.
Sono le nanoparticelle che serviranno a curare le malattie autoimmuni del fegato – ad esempio, l’epatite autoimmune e la colangite biliare primitiva – e hanno vinto la seconda edizione di Open Accelerator, il fast-track accelerator program di Zambon Group.

Tra gli esperti alla guida del team Pietro Inverizzi della ASST di Monza

Il progetto si inserisce in una collaborazione pluriennale tra Margherita Morpurgo (chimico- farmaceutica esperta di drug delivery dell’Università di Padova), Pietro Invernizzi, direttore dell’Unità operativa complessa di gastroenterologia della ASST di Monza e ilteam del Mario Negri di Milano coordinato dal nanobiologo Paolo Bigini.

“La nostra innovazione potrà cambiare la vita di tutte le persone che soffrono di malattie autoimmuni ed infiammatorie del fegato. Che con le cure di oggi sono costrette ad assumere alti dosaggi di farmaci per riuscire a controllare la malattia, ma a costo di importanti effetti collaterali” dicono i due scienziati che hanno realizzato l’idea.

Il programma da settembre ad oggi

Il team lombardo-veneto è stato scelto tra i 17 gruppi italiani e stranieri che per tutti i fine settimana da metà settembre a metà dicembre hanno partecipato al programma di accelerazione, a Bresso, anche con docenti internazionali.

Nuovo approccio terapeutico nei pazienti

Pietro Invernizzi, il clinico del gruppo, sottolinea: “Non vedo l’ora di poter iniziare a provare questo nuovo approccio terapeutico nei pazienti. Vengono da
noi all’Ospedale San Gerardo da tutta Italia cercando nuove e migliori terapie e purtroppo spesso non abbiamo molto da offrire”.

Serviranno diversi anni di studi

Margherita Morpurgo, tra i leader del team, aggiunge: “Fonderemo un’impresa e useremo queste risorse per approfondire gli studi in vivo e arrivare a dimostrare l’efficacia in più modelli di malattia. Serviranno alcuni anni e ai 100.000 euro del premio dovranno aggiungersi altri finanziamenti significativi. La nostra tecnologia migliorerà la vita dei pazienti e anche il bilancio della spesa sanitaria”.

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