Salute

Merce cinese pericolosa: scatta il sequestro

Stamattina l'operazione della Guardia di Finanza. C'erano anche prodotti alimentari preconfezionati o surgelati

Merce cinese pericolosa: scatta il sequestro
Cronaca Monza, 10 Febbraio 2021 ore 10:26

C’erano anche prodotti alimentari preconfezionati e congelati tra la merce cinese pericolosa sequestrata dalla Guardia di Finanza di Monza stamattina.

Merce pericolosa

I militari del Comando provinciale di Monza hanno sequestrato 26.700 prodotti recanti fallaci indicazioni di provenienza e false marcature “cC”, privi di certificazione sanitaria e di Contrassegni di Stato. L’attività ha interessato un punto vendita di un centro commerciale della Brianza gestito da un cittadino di origine cinese. Qui  i finanzieri  hanno individuato, sia direttamente esposti per la vendita sia stoccati in magazzino, migliaia di articoli di diretta origine e provenienza dalla Cina, fraudolentemente posti in commercio. Il controllo rientrava nell’attività di contrasto all’importazione e alla vendita al dettaglio di beni non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea.

Materiale anche alimentare

L’operazione ha così permesso il sequestro di oltre 23.000 prodotti alimentari preconfezionati o surgelati, 1.180 mascherine chirurgiche, 1.400 farmaci ed integratori, 140 confezioni di liquori ad alta gradazione alcolica e centinaia di etichette adesive non ancora applicate. Il titolare dell’esercizio commerciale è stato deferito alla locale autorità giudiziaria per frode nell’esercizio del commercio, esercizio abusivo della professione per la illecita somministrazione di medicinali pericolosi, sottrazione all’accertamento ed al pagamento dell’accisa sulle bevande alcoliche.

Le attività di controllo

L’azione rientra nell’ormai consolidato ampio piano di contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale programmato dal Comando provinciale di Monza. Un impegno che si lega alla volontà di disincentivare i consumatori all’acquisto di merce illecitamente posta in commercio e potenzialmente pericolosa per la salute. Un monito che con l’emergenza Covid è diventato ancora più categorico.

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