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Messa: stop al distanziamento per chi convive o svolge vita sociale in comune

Ecco la risposta del Viminale ai quesiti posti dalla Conferenza episcopale italiana.

Messa: stop al distanziamento per chi convive o svolge vita sociale in comune
Cronaca Brianza, 15 Agosto 2020 ore 09:25

Messa: stop al distanziamento per chi convive o svolge vita sociale in comune. Questa la risposta del Viminale ai quesiti esposti dalla Conferenza episcopale italiana.

Stop al distanziamento a Messa per chi convive o svolge vita sociale in comune

A fine giugno la Cei aveva posto al dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno alcune questioni relative “all’urgenza di ritornare all’esercizio della prassi pastorale”, chiedendo chiarimenti su tre questioni in particolare: il superamento del limite di 200 partecipanti alle celebrazioni che si svolgono nelle chiese, per gli edifici religiosi di grandi dimensioni dove il distanziamento interpersonale è assicurato senza difficoltà; la possibilità per i familiari che già vivono quotidianamente tra le stesse mura domestiche di partecipare alle celebrazioni evitando tra loro il distanziamento; l’urgenza di tornare ad ammettere la figura dei cantori e con quali misure di precauzione. A metà luglio il Cts del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno ha preso in esame la prima richiesta, facendo cadere il limite dei 200 posti e demandando la decisione a ogni Regione. In Lombardia il limite è stato quindi portato a 350 fedeli.

“Durante lo svolgimento delle funzioni religiose, non sono tenuti all’obbligo del distanziamento interpersonale i componenti dello stesso nucleo famigliare o conviventi/congiunti, parenti con stabile frequentazione; persone, non legate da vincolo di parentela, di affinità o di coniugio, che condividono abitualmente gli stessi luoghi e/o svolgono vita sociale in comune”, si legge nella nota del Viminale.

Cori e cantori distanziati

Nella riunione del 10 giugno, infine, il Comitato ha statuito che, sulla base degli attuali dati epidemiologici, è possibile la reintroduzione dei cori e dei cantori, “i cui componenti dovranno mantenere una distanza interpersonale laterale di almeno un metro e di almeno due metri tra le eventuali file del coro e dagli altri soggetti presenti”. Tali distanze potranno essere ridotte soltanto ricorrendo a barrire fisiche, anche mobili, adeguate a prevenire il contagio tramite droplet.

“L’eventuale interazione tra cantori e fedeli deve garantire il rispetto delle raccomandazioni igienico comportamentali e in particolare il distanziamento di almeno due metri”, si legge ancora nella nota del Viminale.

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