E’ stato pubblicato oggi, giovedì 25 giugno 2026, il bando per la progettazione esecutiva (e la realizzazione delle opere civili e degli impianti non di sistema del prolungamento) della linea M5 della metropolitana fino a Monza.
Metro a Monza, pubblicato il bando
Un passo attesissimo, preceduto, settimana scorsa da due provvedimenti propedeutici alla pubblicazione: la Giunta regionale lombarda ha approvato lo schema aggiornato di convenzione tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Regione stessa e Comune di Milano che regola il finanziamento statale e regionale dell’infrastruttura. Contemporaneamente la Giunta meneghina ha approvato l’assegnazione della spesa di 588.993.626 euro a seguito di revisione dei finanziamenti da parte dello Stato.
Aggiudicazione entro fine anno
Una gara internazionale da oltre 1,1 miliardi di euro le cui offerte devono pervenire entro il 15 settembre e la cui aggiudicazione è prevista entro la fine dell’anno (così come aveva preannunciato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Opere pubbliche Claudia Maria Terzi). A lanciare la gara è stata MM in quanto stazione appaltante incaricata dal Comune di Milano, Soggetto attuatore del Prolungamento. L’intera copertura economica dell’opera ha trovato compimento con il Decreto interministeriale 5 giugno 2026 che ha stanziato circa 570 milioni di euro di risorse aggiuntive, necessarie per avere la piena copertura economica dell’iniziativa, ma il cui reperimento non è stato semplice.
Il cronoprogramma
Un cronoprogramma, come illustrato dalla stessa società MM, di 87 mesi che partire dall’avvio della progettazione esecutiva e che prevede che entro fine anno venga espletata, oltre alla gara bandita oggi concernente le opere civili e impiantistiche non di sistema -che assorbirà circa 1,15 miliardi di euro-, anche la procedura relativa al sistema di segnalamento Atc e di automazione driverless per un valore di circa 190 milioni di euro. Infine, un terzo appalto dedicato da 85 milioni di euro garantirà l’immissione sui binari di dodici nuovi treni bidirezionali fiammanti. I cantieri lavoreranno scavando le gallerie e realizzando i volumi delle stazioni per almeno 6 anni e mezzo, fino alla metà del 2033. Da quel momento prenderà il via la fase di collaudi tecnici, prove di sistema e pre-esercizio a porte chiuse che porterà alla data di inaugurazione, ufficialmente fissata sul calendario per il 31 marzo 2034.
HqMonza: “Un passo decisivo”
“E’ un passo avanti importante e decisivo – ha commentato Isabella Tavazzi, portavoce dell’Associazione HqMonza che da tempo sollecita un’accelerata per far sì che la metropolitana arrivi a Monza – Ora occorre il massimo di attenzione, perché questa è una gara di velocità con molte chicanes. Speriamo che i piloti della gara la conducano bene sino al traguardo”. “Il prolungamento della linea M5 da Milano a Monza – evidenziano da MM – si appresta a trasformare radicalmente la mobilità del Nord Italia, unendo il capoluogo lombardo al cuore della Brianza. Con un investimento complessivo che ha raggiunto la cifra di 1.884.990.000 euro, il progetto si configura come una delle infrastrutture più imponenti e complesse del Paese”.
Come funzioneranno gli scavi
L’estensione – che parte dall’attuale capolinea di Bignami – aggiungerà 13,1 chilometri al tracciato esistente e ben undici nuove stazioni, spingendosi fino al Polo Istituzionale di Monza Brianza, portando così la linea Lilla a un’estensione totale di 26 chilometri con 30 stazioni complessive. Il prolungamento della linea da Bignami a Monza si sviluppa quasi interamente in sotterraneo all’interno dei Comuni di Milano, Sesto San Giovanni, Cinisello Balsamo e Monza. Le gallerie, a doppio binario, saranno realizzate da due grandi frese meccanizzate, le cosiddette Tbm, aventi un diametro di scavo di circa 10 metri, che avanzeranno in direzioni opposte. La Tbm Sud procederà dalla stazione Cinisello Monza verso l’esistente capolinea di Bignami mentre la Tbm Nord avanzerà dalla stazione Campania verso la stazione terminale di Monza-Brianza. La linea tra le stazioni di Cinisello-Monza e Campania risale in superficie per sovrappassare la A52 Tangenziale Nord Milano e consentire l’accessibilità al deposito officina della linea. Fra le stazioni sono previsti manufatti con funzione di uscita di sicurezza e accesso dei Vigili del Fuoco.
Le stazioni previste
Scongiurato ormai da tempo il rischio di tagli nel numero delle stazioni (ipotesi ventilata quando ancora non si sapeva se gli extra costi avrebbero trovato copertura), queste saranno le 11 fermate: Tratta Sesto San Giovanni / Cinisello Balsamo: Testi-Gorki (vicino al Parco Nord); Rondinella-Crocetta Lincoln; Cinisello Monza: interscambio con il futuro prolungamento di M1; Tratta Città di Monza: Campania (asse viabilistico nord); Marsala; Monza FS (interscambio cruciale con la rete ferroviaria); Trento e Trieste (pieno centro cittadino); Parco Villa Reale (accesso diretto al polmone verde di Monza); Ospedale San Gerardo (servizio a uno dei principali poli ospedalieri lombardi); Monza Brianza (nuovo capolinea presso il Polo Istituzionale di Monza).
Il (contestato) deposito
L’intervento comprende anche il deposito-officina di Monza Casignolo, aspramente contestato dagli ambientalisti monzesi. “Fino ad oggi le rimesse interrate di Bignami e San Siro si sono rivelate insufficienti, costringendo i treni Lilla ad appoggiarsi ai depositi della M2 per la complessa manutenzione straordinaria – viene evidenziato ancora da MM – Il nuovo deposito officina, in Comune di Monza, occuperà un’area di 18 ettari e potrà ospitare fino a 60 convogli e consentire la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutta la flotta M5”. E per cercare di limitare l’impatto, si legge ancora, “si è lavorato molto sull’inserimento paesaggistico e naturalistico del deposito Casignolo; più di metà della superficie complessiva dell’area sarà infatti caratterizzata da forestazione, aree verdi, tetti verdi e da un bacino idrico con funzione di fitodepurazione naturale delle acque grigie e di oasi per la fauna locale. L’impianto forestale genererà in breve tempo un effetto schermante degli edifici industriali e logistici del Deposito. Sono previste inoltre opere di compensazione legate ai territori attraversati”. Tra queste l’intervento di drenaggio sostenibile in via Borgazzi, caratterizzato da opere di de-pavimentazione e trincee drenanti per alleggerire il carico sulle reti fognarie e combattere il microclima torrido dell’effetto isola di calore urbana.
Treni senza conducente
Dal punto di vista tecnologico, M5 manterrà la sua natura di metropolitana ad automazione integrale di massimo livello, il cosiddetto standard “driverless” GoA4. La marcia dei treni, rigorosamente senza conducente a bordo, continuerà ad essere gestita automaticamente dalla centrale operativa Atm di via Monte Rosa. Grande attenzione è stata riservata anche all’impatto acustico e vibratorio nel denso tessuto urbano monzese; per questo motivo, per lunghi tratti sotterranei verrà posato un sofisticato armamento ferroviario a massa flottante, montato su speciali molle o materassini antivibranti in grado di proteggere gli edifici storici e residenziali soprastanti.
Quanti passeggeri sono stimati
L’impatto sui flussi di mobilità e sulle abitudini di milioni di pendolari sarà, assicurano da MM, senza precedenti, puntando a sottrarre migliaia di vetture private dal traffico quotidiano. Le proiezioni trasportistiche ufficiali (pubblicate sempre dalla società, stimano che, solamente nell’ora di punta mattutina, i passeggeri trasportati dalla linea balzeranno dagli attuali 19.980 a ben 29.450. Su base quotidiana, l’affluenza salirà dagli odierni 174.000 a oltre 256.000 viaggiatori, un incremento che spingerà il volume annuo da 50,8 milioni a sfiorare i 75 milioni di passeggeri. Un indicatore ancor più emblematico del successo dell’infrastruttura è il volume dei passeggeri moltiplicato per i chilometri percorsi, che salirà dai 170 milioni attuali a ben 375 milioni.