Cronaca

Minacce al titolare dell'agenzia immobiliare. La sentenza

Le minacce erano iniziate nel 2014

Minacce al titolare dell'agenzia immobiliare. La sentenza
Cronaca Vimercatese, 24 Ottobre 2017 ore 09:00

Minacce al titolare dell'agenzia immobiliare. La sentenza

Il Tribunale ha deciso

"Ti sparo in testa, vengo ad ammazzare te e tutti i tuoi familiari". Queste le minacce ricevute in più occasioni da B.E., titolare dell'agenzia immobiliare "Brianza Case" di Arcore, da parte di due estorsori, L.G e T.S, a processo ieri mattina, lunedì 23 ottobre, in Tribunale a Monza. La sentenza: L.G è stato condannato a quattro anni, mentre T.S a quattro anni e sette mesi.

La vicenda

La vicenda ha avuto inizio nel 2014, quando al titolare dell'agenzia si sono presentati due uomini che, sotto minaccia di pistola e altri oggetti, lo hanno costretto a pagare 500 euro al mese quale "assicurazione per poter lavorare". Il primo episodio risale al febbraio di tre anni fa, quando nell'agenzia T.S e L.G sono entrati, l'uno impugnando una pistola, l'altro un cacciavite, e hanno minacciato di morte il titolare "se non paghi da lunedì non lavori più", gli avrebbero detto e poi ancora minacce di sparargli in testa e far fuori lui e tutta la sua famiglia.

Il "prezzo per la sua sicurezza"

Il prezzo "per la sua sicurezza" era stato fissato a 9mila euro, da corrispondere mensilmente con rate da 500 euro. Le stesse minacce sarebbero proseguite a più riprese fino all'aprile dello stesso anno, fin quando il titolare dell'agenzia non ha deciso di sporgere denuncia.

Le indagini dei Carabinieri

A seguito delle indagini svolte dai carabinieri di Arcore, i due malviventi sono stati rinviati a giudizio per tentata estorsione, T.S anche per detenzione illecita di due proiettili calibro 44 magnum, due bossoli calibro 7.62 e un bossolo calibro 38, ritenuti munizionamento da guerra.

Il terrore

Durante il dibattimento, in Tribunale a Monza, assistito dall'avvocato Greta Marchesi, B.E ha ripercorso il terrore provato nel lungo periodo in cui è stato oggetto di richieste estorsive, fino alle decisione di sporgere denuncia.

I due hanno negato le minacce

L.G., sottoposto ad esame dal collegio giudicante, ha dichiarato in aula di essersi presentato in più occasioni presso l'agenzia immobiliare dell'arcorese, a volte in compagnia del suo complice, a volte con il fratello di quest'ultimo. Ha però negato di aver minacciato B.E. ma di avergli chiesto "gentilmente" 9mila euro perchè suo padre, nel lontano 2005 (quando B.E aveva un bar ad Arcore) avrebbe perso 9mila euro che aveva con se e secondo l'imputato se ne sarebbe appropriato.

Ma la loro versione non ha convinto i magistrati

Di questa ricostruzione, stando anche all'avvocato di parte civile, non vi sarebbe però alcuna prova. In aula ha testimoniato anche un collaboratore dell'agenzia immobiliare, il quale avrebbe assistito alle prime minacce. A sostegno dell'accusa vi sarebbero anche state alcune telefonate intercettate tra i due imputati.

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