Il caso

“Mio figlio devastato dal gas esilarante” e il sindaco vieta l’uso delle bombolette

Si sta diffondendo tra i giovanissimi l'uso del protossido di azoto come droga alternativa: l'ordinanza di Antonio Romeo per arginare il fenomeno.

“Mio figlio devastato dal gas esilarante” e il sindaco vieta l’uso delle bombolette

Gas esilarante usato dai giovani come «droga ricreativa» low cost: il sindaco di Limbiate mette al bando l’uso improprio del protossido di azoto. Con un’ordinanza emessa venerdì 23 gennaio 2026, il primo cittadino Antonio Romeo ha disposto il divieto di detenzione e utilizzo delle bombolette contenenti questo propellente su aree pubbliche, con particolare riferimento a parchi cittadini e aree limitrofe agli istituti scolastici. E’ uno dei primi provvedimenti del genere a livello nazionale da parte di un’Amministrazione pubblica.

Gas esilarante per sballarsi: trovate in città diverse bombolette

Una presa di posizione netta per tutelare la salute pubblica e il decoro della città. Nelle scorse settimane la Polizia Locale ha rinvenuto in varie zone di Limbiate numerose bombolette di gas esilarante associate a resti di palloncini (che vengono riempiti di protossido e poi inalati), rendendo così palese l’uso inappropriato della sostanza.

Tra i giovanissimi si sta diffondendo il protossido di azoto

Il protossido d’azoto è normalmente utilizzato in ambito medico come anestetico, oltre che nel settore alimentare ma purtroppo, data la sua facile reperibilità, si sta diffondendo anche tra i giovani che lo impiegano come «droga della risata» per i suoi effetti euforizzanti. Come però rilevato da studi medici internazionali, i rischi per la salute sono elevati: il gas può causare danni al sistema nervoso centrale, perdita di conoscenza e alterazioni delle funzioni cognitive.

L’ordinanza del sindaco

L’ordinanza del sindaco prevede sanzioni amministrative e, nel caso in cui il trasgressore sia un minore, il contenitore verrà sequestrato e avviato alla distruzione, con contestuale convocazione dei genitori.

«L’Amministrazione monitora questa problematica da mesi – ha ricordato il sindaco – Questa ordinanza non è solo un atto burocratico, ma una testimonianza di attenzione verso i nostri ragazzi e le loro famiglie. Il nostro impegno si manifesta nel presidio costante del territorio, nell’organizzazione di momenti di confronto come questo e in una collaborazione sempre più stretta tra i diversi mondi educativi».

La testimonianza di una mamma

Il sindaco aveva annunciato il provvedimento giovedì sera, durante il secondo appuntamento del «Mese dell’Educazione» organizzato dal Comune in collaborazione con la Comunità pastorale Maria Regina del Rosario. La serata, dal titolo «Basta una bomboletta», ha affrontato il delicato tema delle dipendenze giovanili tra nuove droghe e pratiche che ritornano. Oltre all’intervento dello psichiatra Renato Durello e dell’infermiera del Pronto soccorso Elisa Roncaglia, è stata particolarmente preziosa la testimonianza di una madre. Suo figlio, caduto nella dipendenza da gas esilarante, ha rischiato di morire per il gas esilarante e sta affrontando oggi un percorso per tornare alla normalità.