Il mondo della cultura arcorese piange Paolo Trabattoni

Il 70enne arcorese contribuì alla nascita della biblioteca di via Gorizia insieme a Nanni Valentini e

Il mondo della cultura arcorese piange Paolo Trabattoni
Vimercatese, 15 Gennaio 2018 ore 11:49

Il mondo della cultura arcorese piange il 70enne Paolo Trabattoni.

L’uomo, molto conosciuto in città e apprezzato, è venuto a mancare questa notte dopo una lunga malattia

Ha contribuito alla nascita della biblioteca arcorese

Trabattoni, che nella vita ha lavorato come disegnatore meccanico, era un vero amante della cultura.

Vicino al centrosinistra, nel 2006 si candidò alla carica di consigliere comunale tra le fila dei “Verdi Alternativi”, con Maurizio Bedendo candidato sindaco. Ma già a partire dagli anni ’90 tentò di entrare in Assise.

Trabattoni ha anche ricoperto l’incarico di presidente del circolo “Arci Blob”. Ultimamente era solito frequentare il “Circolo Calamandrei” di via Casati.

Ma in tanti se lo ricordano per aver contribuito, insieme a Nanni Valentini, alla nascita della biblioteca civica di via Gorizia a cavallo tra gli anni ’70 e ’80.

Commosso il ricordo di Rocco Sala, politico di lungo corso della sinistra arcorese e amico di Trabattoni.

“Paolo aveva la cultura nel sangue, era un vero appassionato e ha partecipato attivamente alla nascita della biblioteca – ha sottolineato Sala – Dopo la sua candidatura aveva abbandonato la politica attiva per dedicarsi principalmente alla musica. Non era uno che amava lavorare in prima fila, preferiva stare dietro le quinte, ma i suoi contributi sono stati sempre ben accetti e molto pertinenti”.

Il ricordo di Roberto Sala

“E lascia un grande e doloroso vuoto in tutti noi – ha sottolineato Sala- E’ stato parte importante della nostra storia e col “nostra” intendiamo di tutta la sinistra arcorese. Sì perchè, pur avendo sempre scelto dove e con chi stare in campo politico, ha rappresentato una figura dallo spessore umano così forte da raccogliere apprezzamento e affetto unanime. E’ stato protagonista tanto discreto quanto incisivo di quella che fu la stagione d’oro della cultura arcorese negli anni ’80 e ’90, che portò a una grande valorizzazione della biblioteca civica e alla creazione di un vero e proprio “cenacolo culturale” in casa di Sandro Fabrizi, che vedeva la partecipazione frequente di personaggi che hanno lasciato il segno nella cultura italiana. Col suo lavoro nell’Arci cittadina contribuì in maniera determinante a quel rilancio dell’associazione che ha poi consentito ad essa di continuare ad essere una presenza vitale fino ai nostri giorni. E’ stato però il suo tratto umano a renderlo eccezionale, per la combinazione tra discrezione, sensibilità, un sorriso unico da cui traspariva ironia delicata, capacità di comprendere i comportamenti ed accettare forza e debolezza delle persone con cui si trovava a agire”.

 

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