Montesiro dichiara guerra a Viganò a colpi di… raviolo dolce

Per ogni montesirese, confondere le due prelibatezze è uno scandalo

Montesiro dichiara guerra a Viganò a colpi di… raviolo dolce
Caratese, 15 Gennaio 2019 ore 08:30

Si possono gustare solo per la festa di Sant’Antonio Abate; non si vendono a peso ma a numero, a dozzine per la precisione. E sono deliziosi. Avete capito? Se siete montesiresi sicuramente si: sono i ravioli dolci che si preparano nella frazione di Besana il 17 gennaio. Non nel capoluogo, né a Villa Raverio, Cazzano, Valle Guidino o Calò. Nemmeno a Brugora. Esclusivamente a Montesiro.

I ravioli dolci di Montesiro
I ravioli dolci di Montesiro

Ricetta antica

La ricetta affonda le sue radici nella notte dei tempi e si tramanda di generazione in generazione: una sfoglia croccante, simile a quella delle chiacchere; un ripieno di panettone, vino dolce e marmellata da completare con amaretti, biscotti, mele o fichi… Ognuno ha la sua formula segreta. Il tutto fritto alla perfezione con l’aggiunta di una spolverata di zucchero a velo.

Gli ingredienti della prelibatezza di Montesiro potrebbero ricordarvi i celebri ravioli di Viganò, tipici della festa di Sant’Apollonia, in agenda la seconda domenica di febbraio (zucchero, uova, farina, pane, amaretti, cioccolato, uvette, pinoli e cedro candito). Ma attenzione: “sono due cose diverse, confonderli, per noi montesiresi, è uno scandalo”. Parola del sindaco Sergio Cazzaniga che in frazione è nato e cresciuto. Non solo, la sua è una famiglia di panettieri: mamma Lina e papà Antonio gestivano il negozio di piazza Cardinal Ferrari, dove anche lui si è dato da fare per undici anni.

La festa è pronta a rinascere

In passato, già qualche giorno prima di Sant’Antonio ci si metteva al lavoro: panettieri, osterie, famiglie storiche. Nelle case si riunivano parenti, vicini, amici. Il loro profumo avvolgeva tutta via San Nazaro. Oggi si mangiano ancora ma a stendere la pasta sottilissima, a friggere e a dosare con sapienza gli ingredienti ci pensano i due panettieri della frazione – Panificio Riva e Panetteria, pasticceria, caffetteria Riva -, dove le prenotazioni continuano ad arrivare in abbondanza. Non solo, da qualche tempo è nata l’idea di far rivivere in pieno l’antica festa, con tanto di firùn (la «collana» di castagne) e trippa. Per quest’anno non si è riusciti. Non mancheranno comunque le celebrazioni organizzate dalla comunità parrocchiale per giovedì 17 (i vespri delle 15,30, l’incontro in oratorio con i bambini sulla figura di sant’Antonio delle 17, la messa delle 20,30 con il bacio della reliquia) e sabato 19 (trippa e cazzoeula d’asporto, prenotazione entro giovedì al bar dell’oratorio, allo 0362-995173, 339-6969113). Per il 2020, si spera. Magari anche con il raviolo di Montesiro destinato a diventare un prodotto dop, a denominazione di origine protetta.

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