Monza, cala il numero delle slot machine: in tre anni -25%

Allevi: "Numeri che confermano la bontà delle nostre azioni nel contrasto al gioco d'azzardo patologico".

Monza, cala il numero delle slot machine: in tre anni -25%
Monza, 23 Gennaio 2020 ore 16:35

Monza, cala il numero delle slot machine: in tre anni -25%. Allevi: “Numeri che confermano la bontà delle nostre azioni nel contrasto al gioco d’azzardo patologico”.

Monza, cala il numero delle slot machine: in tre anni -25%

Cala a Monza il numero delle slot machine che in tre anni passano da 572 a 429. Così come cala la spesa pro capite che nello stesso lasso di tempo è passata da 823 euro a 238,33.

Sono i numeri ufficializzati dall’Amministrazione comunale che ha fatto un’analisi degli ultimi 36 mesi relativa all’applicazione del Regolamento per la prevenzione e il contrasto delle patologie legate al gioco d’azzardo e del progetto “Attenti al Gap”, finalizzato alla prevenzione e repressione del gioco d’azzardo.

E’ passato poco più di un anno da quando il sindaco Dario Allevi ha firmato un’ordinanza per limitare l’orario delle sale slot, che hanno così dovuto spegnere le macchinette per 15 ore di fila, dalle 23 alle 14.
“Un percorso iniziato che, con questi primi risultati, ci conferma di essere sulla strada giusta per combattere una vera e propria piaga sociale com’è quella della ludopatia”, spiega il Sindaco.

I numeri

A Monza nei bar e nelle tabaccherie sono presenti le cosiddette «AWP» («Amusement With Prizes») che accettano solo monete, mentre in locali dedicati ci sono le «videolottery» (o «VLT») che accettano anche banconote e consentono giocate e vincite più alte.

A fine 2017 sul territorio della nostra città il numero complessivo di «slot» era di 572 (446 «AWP» e 126 «VLT») per una spesa pro – capite di 823 euro. Tre anni dopo la presenza delle macchinette è scesa a 429 (317 «AWP» e 112 «VLT») con una contrazione della spesa pro capite di ben 548 euro (da 823 a 238,33 euro). A Monza sono solo 7 le «videolottery», mentre sono 89 i bar e le tabaccherie in cui sono installate le «macchinette».

Esercenti favorevoli a una scelta etica

“Questi numeri sono il risultato della nostra lotta senza quartiere alle macchinette: le “slot” sono sempre meno grazie al lavoro di contrasto e di prevenzione fatto in questi anni, spiegano Dario Allevi e l’Assessore al Commercio Massimiliano Longo. In particolare sono state fissate norme rigide per l’apertura delle sale da gioco e definite le cosiddette “aree sensibili”, creando di fatto una vera e propria “no slot zone”. Un’operazione di “bonifica” resa possibile anche grazie all’impegno di alcuni esercenti che per una scelta etica hanno deciso di rinunciare ad un guadagno sicuro».

“Dobbiamo avere la capacità però di fare rete su tutto il territorio per rendere sempre più incisiva la nostra azione, spiega Dario Allevi. L’unico modo, infatti, per prevenire il gioco patologico è portare avanti un’azione comune, una sorta di “class action” contro la ludopatia. Per questo alla prossima Assemblea dei Sindaci il Consigliere Martinetti presenterà al Presidente della Provincia l’esperienza monzese con l’obiettivo di estenderla a tutti i Comuni brianzoli al fine di rendere omogenee le regole e, soprattutto, i divieti”.

Controlli e sanzioni

In due anni, nel 2018 e nel 2019, gli agenti del Nucleo Polizia Annonaria e Commerciale hanno effettuato 367 controlli contestando un centinaio di violazioni (per poco meno di 150 mila euro). Inoltre sono stati messi i «sigilli» a una quarantina di «macchinette» e, di queste, solo una decina sono state restituite.
Ciò è stato reso possibile anche grazie all’adesione al progetto «SMART» («Statistiche, Monitoraggio e Analisi della Raccolta Territoriale del gioco fisico»), il sistema per il monitoraggio delle «slot». Inoltre per due settimane all’anno sono stati predisposti controlli ministeriali congiunti tra Polizia Locale, Agenzia Dogane – Monopoli di Stato e Questura. Il mancato rispetto delle limitazioni d’orario è punito con una sanzione amministrativa di 166 euro.