Lutto

Monza dà l’addio al signor Colmar, il saluto con la Valanga azzurra

Duomo gremito stamattina per i funerali dell’imprenditore Mario Colombo, morto a 71 anni il giorno di Pasquetta. Il dolore della famiglia e il lungo applauso sul sagrato

Monza dà l’addio al signor Colmar, il saluto con la Valanga azzurra

In una Basilica gremita fino all’ultima fila un lungo applauso ha accolto il feretro, scortato da due dei campioni dell’indimenticabile «Valanga azzurra». Stamattina, venerdì 10 aprile 2026 in Duomo  Monza  ha dato l’ultimo saluto a Mario Colombo, il signor Colmar,  mancato il giorno di Pasquetta a 71 anni, colto da un malore mentre si trovava in vacanza nella masseria di famiglia a Fasano, in Puglia.

I funerali di Mario Colombo

Una notizia improvvisa, che ha suscitato un grande cordoglio nel mondo dello sport e dell’imprenditoria, ma anche nella società civile. Tantissimi, oltre alle autorità, le persone comuni, i lavoratori e i monzesi che hanno voluto rendere omaggio al presidente della Colmar, riempiendo la chiesa e accompagnando con rispetto e commozione ogni momento della cerimonia.

Nipote del fondatore di cui portava il nome, Mario Colombo ha incarnato la continuità di un marchio nato nel 1923 proprio a Monza, quando il nonno – insieme alla moglie Irma – avviò una piccola impresa in uno dei distretti europei più importanti per la lavorazione della lana.

Da quell’intuizione, e dal nome stesso dell’azienda – Colmar, acronimo di Colombo Mario – è nata una delle storie industriali più longeve e riconoscibili del territorio, capace di affermarsi nel mondo senza mai perdere il legame con le proprie radici.

Cresciuto dentro l’impresa di famiglia, Colombo ha contribuito a rafforzarne l’identità senza tradirne lo spirito originario. Per molti non era soltanto un presidente, ma il custode di una visione: quella di uno sci vissuto come passione, cultura e stile di vita, in cui tecnica e umanità procedono insieme.

A piangerlo assieme ai tanti amici e parenti, in modo particolare sono la moglie Alessandra e i figli Francesco e Stefano, che oggi guidano l’azienda insieme ai cugini, nel segno di una continuità familiare arrivata alla quarta generazione.

Proprio i figli, poco prima della cerimonia, hanno voluto affidare un ricordo carico di affetto: «Ci lasci molto più di quello che pensi, facevi tutto con naturalezza senza renderti conto di quanto bene facevi. Ma le lacrime oggi diventano sorrisi: il tuo sorriso era troppo bello per spegnersi. Eri un punto di riferimento e lo sarai sempre».

La Valanga azzurra scorta il feretro

Tra i momenti più intensi, la presenza di Piero Gros e Paolo De Chiesa, simboli della leggendaria Valanga azzurra, che hanno portato il feretro indossando una storica felpa Colmar assieme ai membri della famiglia Colombo. Un gesto semplice ma potentissimo, che ha unito idealmente sport e impresa, storia e memoria.

Un lungo applauso ha accompagnato anche l’uscita del feretro dalla chiesa, tra centinaia di persone: ex dipendenti, imprenditori, autorità e cittadini comuni. Presenti anche il sindaco Paolo Pilotto che ha portato il gonfalone del Comune per l’occasione, la consigliera regionale Martina Sassoli, il consigliere comunale Massimiliano Longo e il presidente del Consiglio regionale Federico Romani.

A celebrare l’omelia è stato don Eugenio della Libera, che ha parlato di «amicizia e riconoscenza». «Sono tante le ragioni che hanno spinto tantissime persone a essere qui oggi per il ruolo che lui ha avuto e questo sicuramente darà conforto alla famiglia». Sulla bara un cappello degli alpini, perché Colombo era anche tenente: «Nel loro linguaggio dicono “è andato avanti”, un’espressione bellissima», ha ricordato don Eugenio. Durante la celebrazione è stata letta anche la preghiera dell’alpino, in un clima di raccoglimento che ha attraversato l’intera funzione.

Il ricordo commosso

Il sacerdote ha ricordato come Mario avesse avuto cariche importanti e non si fosse mai tirato indietro per il bene di tutti. «Si è dato da fare anche per il bene dei suoi lavoratori. Desiderava che tutti avessero una vita decorosa e la vostra presenza qui oggi lo testimonia». E ancora: «La sua è stata una grande vita. Noi vorremmo vivere fino a 100 anni, ma non è il numero degli anni che si vivono, ma il modo in cui si è vissuto. Per Mario sono stati troppo pochi gli anni, ma intensi, belli e importanti per tutti».

Parole che hanno trovato eco anche nei ricordi della sorella Laura Colombo, che ha tratteggiato un ritratto intimo e profondo poco prima dell’inizio delle esequie, visivamente commossa: «Eri il mio faro nei momenti difficili, riuscivi sempre a farmi sorridere, anche nelle giornate più buie. Per te l’amicizia era un valore vero, eri un uomo eternamente ragazzo, buono e generoso. Hai vissuto a cuore aperto per non lasciare mai nessuno da solo e sei stato capace di farti volere bene da tutti».

All’uscita, ancora applausi e un lungo momento sul sagrato, tra abbracci, sguardi e silenzi, a testimoniare quanto profondo sia stato il segno lasciato da Mario Colombo nella sua comunità, non solo come imprenditore, ma come uomo.