Monza e Leonardo, quello che non tutti sanno

Monza rende omaggio al genio Da Vinci con una serie di conferenze fino a dicembre

Monza e Leonardo, quello che non tutti sanno
Monza, 18 Settembre 2019 ore 11:34

Un grandissimo omaggio al genio di Leonardo, artista, inventore, precursore e grande conoscitore del corpo umano. Monza vuole raccontare  Da Vinci in occasione dei 500 anni dalla morte e lo fa con una serie di appuntamenti che ne indagano proprio le mille anime e abilità. Senza dimenticare di svelare qualche curiosità sul suo legame con Monza.

L’evento

Lo storico Ettore Radice è riuscito nell’impresa di unire una ventina di associazioni e sodalizi  per orchestrare una ricca programmazione da settembre a dicembre (tra cui Mnemosyne, Aido, Amici del Musei, Associazione Mazziniana, Amici della Musica, Centro Ricerca Ccr, Centro Studi Agorà, Collegio Architetti e ingegneri, Coro Anthem, Casa della Poesia, Fidapa Modoetia Corona Ferrea, Italia Nostra, Lions Club Monza Host, Parco Letterario Regina Margherita, Rotary Club Monza Est, Università Popolare di Monza). Conferenze, rappresentazioni teatrali e musicali, libri, laboratori per bambini faranno conoscere il Leonardo artista, scrittore, ingegnere, scienziato.

Gli appuntamenti

Ad anticipare il ricco elenco di conferenze, una passeggiata poetica leonardesca che si terrà domenica alle 17 ai Giardini Reali (partecipazione libera) alla scoperta dell’attrazione di Leonardo per l’acqua e dei suoi studi di botanica, con reading poetico. Si prosegue giovedì 26 settembre alle 18 in sala Maddalena per indagare il Leonardo ingegnere e architetto e il fiume Adda. «Si potranno conoscere molte curiosità, come il fatto che Leonardo esplorò le terre di Monza e della Brianza. Ludovico il Moro aveva chiesto a Lorenzo il Magnifico un ingegnere per sistemare le acque del ducato. A Milano così arrivò il trentenne Leonardo – racconta Radice – Ebbe l’incarico di riordinare i navigli milanesi e collegarli col Ticino per aprire una nuova via commerciale. Pensò di farlo attraverso il Lambro e per questo esplorò le terre di Monza. Furono suoi i primi disegni dei laghi briantei e una mappa del Lambro – ha spiegato Radice – Passando in città, sistemò con chiuse la zona dei Mulini a Sud del castello viscontee, ma purtroppo sono andate perdute».
Il programma completo è disponibile presso la Pro Monza di piazza Carducci.

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