Chiesto il rinvio a giudizio per la morte di Cristian Donzello, morto il 12 marzo 2023 a 16 anni durante un motoraduno a Biassono.
Dei quattro ragazzi maggiorenni coinvolti nell’organizzazione e nella partecipazione dell’evento, per uno è stata chiesta l’archiviazione, mentre per gli altri 3 (a cui vanno aggiunti altri due minori per i quali procede l’autorità guidiziaria competente) è stata fissata udienza preliminare a marzo.
Gli imputati sono tre giovani di Seregno, Biassono e Casatenovo
Gli imputati sono di Seregno, Biassono e Casatenovo, giovani e incensurati.
Si contesta l’accusa di omicidio stradale per il 23enne di Seregno che, come si vedeva dai video realizzati in quella tragica domenica, effettua una svolta a sinistra per parcheggiare la sua ‘Polo’ a bordo strada, in via Friuli, incrociando fatalmente la traiettoria della Tm Racing Enduro 125 su cui stava «gareggiando» Donzello, lanciato a gran velocità durante un’accelerazione in rettilineo con altri due giovanissimi in sella ai loro 125 (un Husqvarna condotta da un 20enne di Casatenovo, e un Fantic XE con un minore).
Per uno dei partecipanti allo «sparo», e per il ragazzo oggi 21enne che, secondo l’accusa, avrebbe materialmente «organizzato il raduno di motoamatori», gli inquirenti sostengono la violazione della norma del codice della strada nella parte in cui punisce chi organizza e prende parte a «competizioni non autorizzate in velocità, con veicoli a motore».
Archiviazione per uno dei “promoter” del raduno
Chiesta, invece, l’archiviazione per uno dei due “divulgatori” dell’evento, che hanno «elaborato la locandina inoltrandola in diversi social network e gruppi dedicati» (l’altro con questo ruolo è un minorenne). Nel caso in cui dallo svolgimento della “competizione» derivi la morte di qualcuno, come purtroppo è accaduto, sono previste pene tra i 6 e i 12 anni di reclusione (che possono salire fino a 13, visto che la vittima e un altro dei tre partecipanti era minorenne).
Nelle accuse viene anche indicata la circostanza di essersi dotati di «apparati di registrazione audio e video mobili», allo scopo di «riprendere le fasi salienti» della giornata (non la prima del genere, organizzata in quella strada) alla quale erano accorsi oltre un centinaio di spettatori.
L’evento era stato promosso su canali social riservati, vista la natura non ufficiale della manifestazione. Dagli smartphone del pubblico sono arrivate anche le immagini circolate successivamente in rete, che immortalavano Donzello e gli altri due lanciato in moto lungo via Friuli, a Biassono, spingendo al massimo per qualche decina di metri. Il sedicenne Donzello, monzese del quartiere San Rocco, e un altro motociclista si erano scontrati sulla fiancata dell’auto e i loro corpi erano stati sbalzati per metri oltre il veicolo. Il ragazzo era morto dopo il trasporto a Niguarda.