Monza, una storia d'amore bellissima

Nando e Nuccia, un amore lungo oltre un secolo

105 anni lui, 100 anni lei, i due monzesi si amano ancora come il primo giorno.

Nando e Nuccia, un amore lungo oltre un secolo
Monza, 07 Luglio 2020 ore 17:09

Nando e Nuccia, centenari monzesi, vivono ancora insieme e si amano come il primo giorno

Nando e Nuccia, l’amore del “secolo”

E’ davvero una storia d’amore bellissima quanto straordinaria quella che vede protagonisti i monzesi Rinaldo Duranti e Giuseppina Villa, con tutta probabilità la coppia più longeva della città.

Basti pensare che Rinaldo, sabato scorso, ha compiuto 105 anni, che Giuseppina il 23 maggio ne ha compiuti 100, e che il loro matrimonio, celebrato nella chiesa di San Carlo il 10 aprile del 1944, dura dunque da ben 76 anni. Cui ne vanno aggiunti altri 6 di fidanzamento.

Una coppia come non se vedono più, insomma, alla quale va pure dato merito di amarsi esattamente come il primo giorno. La riprova proprio durante la festa di sabato scorso che i due coniugi hanno passato insieme a tutta la famiglia. Nando e Nuccia, così si chiamano vicendevolmente i due sposi, non hanno smesso un attimo di guardarsi con tenerezza, di sfiorarsi le mani, di baciarsi. Certi che l’uno senza l’altra, a discapito dell’età, non potrebbero mai stare.

Il fidanzamento e il matrimonio sotto le bombe

Nato nel quartiere San Fruttuoso lui, e in zona Molinetto lei, Nando e Nuccia si sono incontrati al Parco nel lontano 1936, durante una passeggiata. “Erano entrambi belli, alti e longilinei – ha spiegato la nipote Carla, che oggi si occupa di loro e che tutte le sere si reca nella loro casa di via Agnesi per l’immancabile partita a carte prima di cena – E mia zia ha deciso subito che non se lo sarebbe lasciato scappare. Gli ha perfino taciuto il fatto di essere ancora minorenne”.

A portare al fidanzamento fra i due una vicina di casa “spiona” che, avvisata la mamma di Nanda della liason amorosa, l’ha spinta a fare pressione su Nando per ufficializzare l’unione.

“Dopo il fidanzamento mio zio, che aveva studiato chimica alle scuole serali di via Appiani, è partito per la guerra dove è stato anche ferito a un ginocchio sul fronte francese – ha raccontato ancora la nipote – E quando poi è tornato a casa mia zia ha voluto subito sposarlo”.

Teatro della cerimonia la chiesa di San Carlo, dove i due si sono detti sì appena prima dell’allarme che avvertiva di un bombardamento. “Di lì, insieme ai pochi invitati, hanno fatto giusto in tempo a bere un bicchiere di vermouth in un bar per poi andare tutti a casa di mio zio a San Fruttuoso per un rinfresco a base di pane e formaggio, fra i pochi cibi possibili in tempo di guerra”.

Dopo la festa per Nando e Nuccia è cominciata quella vita a due che ancora oggi continua felice come non mai.

“Mio zio lavorava come tecnico al laboratorio analisi della Pirelli mentre mia zia è entrata come ebanista a Monza nell’allora ditta Ratti finendo poi per occuparsi degli accordi commerciali – ha proseguito Carla – Hanno anche viaggiato molto e una volta andati in pensione si sono poi dedicati per tanti anni al volontariato. Lui nella casa di riposo Cambiaghi e lei in clinica Zucchi”.

Una romantica quotidianità

E al netto dell’età, e di qualche piccolo acciacco, i due sposini sono ancora piuttosto lucidi e intraprendenti. Nando, in specialmodo, non si ferma un attimo. Fino a 97 anni ha guidato la macchina, e fino a qualche tempo fa ancora usava la bicicletta per andare a fare la spesa. E’ sempre stato lui a cucinare. Non solo, perché ancora oggi legge di continuo, scrive, dipinge e coltiva piante grasse.

Di lunga data anche la sua passione per le bocce e le carte, in particolare per il gioco della briscola, per il quale si è distinto nello storico Circolo Modoetia.

A non perderlo mai di vista, l’innamoratissima Nanda. Che ancora oggi, vanitosissima, si fa bella per lui e ne richiede senza misure le coccole. Nella certezza che il loro amore, oltreché immenso, resterà eterno.

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