‘Ndrangheta a Seregno, Cgil: “Troppi campanelli d’allarme”

Secondo quanto riporta la CGIL di Monza e Brianza, sono diversi i campanelli di allarme che sono suonati negli ultimi anni

‘Ndrangheta a Seregno, Cgil: “Troppi campanelli d’allarme”
Cronaca 27 Settembre 2017 ore 11:00

Dopo gli arresti di ieri nel corso del blitz dei Carabinieri su ‘ndrangheta e corruzione parla la CGIL di Monza e Brianza

Seregno: per la CGIL è l’ora del “riscatto”

“Ora è il momento del riscatto della città. Noi continueremo a fare la nostra parte.” Sono le parole di Simone Pulici segretario CGIL di Monza e Brianza con delega alla Legalità e al contrasto alle mafie, dopo l’operazione dei Carabinieri di ieri che ha coinvolto il sindaco di Seregno, ora agli arresti domiciliari. 

“Lo stupore non è il sentimento che ci pervade in queste ore. Da tempo stiamo osservando con grande preoccupazione l’operato dell’amministrazione comunale di Seregno, ma soprattutto il ruolo della criminalità organizzata che in passaggi cruciali della politica locale ha sempre dimostrato la propria attenzione.” dichiara Pulici. 

I campanelli d’allarme

In effetti, secondo quanto riporta la CGIL di Monza e Brianza in un comunicato congiunto con CGIL Lombardia, sono diversi i campanelli di allarme che sono suonati negli ultimi anni: dagli arresti eccellenti, alle campagne elettorali condotte in locali poi chiusi in modo cautelare dalla Prefettura, fino ad episodi tragici che hanno coinvolto dipendenti comunali.

“Noi non siamo stati con le mani in mano. Nel maggio del 2016 abbiamo organizzato con Libera ed altre associazioni una marcia per la legalità per le vie di Seregno, in un clima che ricordo surreale. Il corteo ha attraversato la città deserta. Inoltre a marzo, proprio a Seregno, abbiamo tenuto un convegno di denuncia sul tema della corruzione che ha visto la presenza di importanti interlocutori, dalla Senatrice Lucrezia Ricchiuti della commissione Parlamentare antimafia al magistrato Walter Mapelli”.

Riannodare il tessuto democratico

Ora la magistratura ha il compito della ricerca della verità  – fanno sapere dalla Cgil – ma la città di Seregno ha il dovere di riannodare il tessuto democratico strappato. Il sindacato intanto farà la sua parte “promuovendo momenti di confronto su un territorio“, quello di Seregno è da “sempre attento al decoro materiale della città” visto il primato nell’applicazione del decreto Minniti-Orlando sui Daspo. Ma che ora rischia secondo le parole della Cgil “di essere ricordato per l’inconsistenza del proprio decoro morale“.

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