Maxi operazione dei Carabinieri

‘Ndrangheta: ventidue arresti per associazione di stampo mafioso, estorsione e narcotraffico

Tra gli indagati i cugini Umberto Cristello, da poco scarcerato, e il cugino Carmelo.

Brianza, 11 Giugno 2020 ore 10:47

‘Ndrangheta, ventidue arresti. Le accuse sono di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, nonché detenzione e porto abusivo di armi, associazione finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

L’operazione dalle prime ore dell’alba

Nelle prime ore di questa mattina i militari dei Comandi Provinciali di Monza Brianza e Como, col supporto di quelli dei Reparti territorialmente competenti, dei Nuclei Cinofili di Casatenovo (Lc), Orio al Serio (Bg) e Pesaro (Pu) nonché del 2° Nucleo Elicotteri, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano – nei confronti di 22 soggetti, di cui 21 italiani e un serbo (16 misure di custodia cautelare in carcere, 4 agli arresti domiciliari, 2 obbligo di dimora), ritenuti, a vario titolo, responsabili di i.

Due le indagini che hanno portato agli arresti

L’operazione è frutto di due complesse e vaste indagini, confluite in un’unica attività investigativa, svolte, con il coordinamento della D.D.A. di Milano (Procuratore Aggiunto Alessandra Dolci, Sostituti Procuratori Cecilia Vassena e Sara Ombra) rispettivamente, dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Monza e dal Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cantù, che hanno ricostruito, talvolta, gli stessi episodi delittuosi da prospettive diverse pervenendo, in assoluta autonomia, a risultati analoghi. Da un lato l’indagine ha approfondito le dinamiche criminali della locale di Seregno operante nei comuni di Seregno, Desio, Giussano, Verano Brianza, Carate Brianza, Meda e Mariano Comense, locale che, nonostante le pesanti condanne subite dai suoi appartenenti a seguito dell’operazione Infinito, si è dimostrata ancora fortemente radicata nel territorio, dall’altro ha consentito di documentare ancora una volta il capillare e totale controllo da parte della ’ndrangheta nelle attività economiche del territorio con particolare riferimento, questa volta, al “business” dei servizi di sicurezza nei locali di pubblico intrattenimento ubicati nelle province di Como, Monza Brianza e Milano e all’attività dei rivenditori ambulanti di panini per i quali è la ‘ndrangheta a decidere le postazione e a dirimere eventuali controversie sorte tra i rivenditori ambulanti.

Nel mirino i servizi di sicurezza nei locali

In particolare, è emerso che i servizi di sicurezza nei locali di pubblico intrattenimento, vengono controllati dalla ‘ndrangheta attraverso l’imposizione di ditte di sicurezza di “copertura” dietro le quali si celano soggetti appartenenti alla ‘ndrangheta che, per lo svolgimento dei servizi di sicurezza, si avvalgono solo in piccola parte di persone specializzate e munite della prevista autorizzazione prefettizia.
Emblematica, in tal senso, è la frase pronunciata da uno degli indagati che così racconta le “regole” per l’aggiudicazione dei servizi di sicurezza in Brianza: “Purtroppo nella vita e nei paesi della Brianza, ci sono degli equilibri che vanno oltre il lavoro della sicurezza”.

Gli indagati si muovevano con spavalderia

Gli indagati si muovevano con assoluta spavalderia e determinazione e senza alcun timore, utilizzando i metodi tipici della criminalità organizzata: “Chiamo il direttore del locale e gli dico.. Non ti permettere di fare venire un altro da Milano a lavorare dove ci siamo noi perché tu il venerdì apri, il sabato sera veniamo noi, ti tiro giù tutta la sicurezza e tutti i buttafuori, e chiudi…..”.
Le condotte poste in essere avevano certamente, come scopo, di favorire le attività della ’ndrangheta” e, in particolare, anche il mantenimento dei sodali detenuti: “Tutti i mesi bisogna mandare il regalo agli amici che purtroppo non ci sono più a lavorare con noi, ed hanno bisogno di mangiare giustamente”.

 

Emerse attività di estorsione e recupero crediti

Accanto a questo spaccato, sono, naturalmente, emerse anche le ulteriori attività tipiche della criminalità organizzata di stampo mafioso, cioè attività estorsive e attività di “recupero crediti” effettuate con modalità estorsive in cambio di una percentuale sull’intero capitale da recuperare. A dimostrazione del grado di infiltrazione della ‘ndrangheta nel tessuto socio-economico del territorio è emerso che tale attività di recupero credito veniva sempre richiesta, e non offerta, sia da imprenditori sia anche da gente comune. Affidare il recupero di discrete somme di denaro in cambio di una percentuale sull’intero capitale da recuperare è ormai divenuta una pratica sempre più diffusa tra gli imprenditori locali e rappresenta oggi una importante fonte di introiti per le organizzazioni criminali, le quali, di fatto, trattengono per sé una grossa percentuale del debito riscosso, riuscendo, contestualmente, ad inserirsi nelle stesse imprese committenti o, comunque, nel settore commerciale locale.

Usavano metodi intimidatori

Per essere convincenti usavano le intimidazioni.  Queste le intercettazioni: “Ve lo giuro… se gli ridate tutti i soldi a ….. …omissis… vi sparo dai coglioni fino alla gola e ve li faccio saltare al cervello… questo poco ma sicuro…. e tu lo sai benissimo come la penso…. te l’ho detto anche a casa tua”.
E ancora: “E io gli sparo quattro colpi in testa e gli faccio saltare il cranio…. Hai capito o no? Quindi prendilo e me lo porti a Verano, a Carate, dove cazzo vuoi…. Lo vai e lo prendi… come avete fatto sempre coi cazzi vostri per andare da…. omissis… E me lo porti davanti a me perché se no vado a casa sua io stanotte”.
In particolare, gli indagati, tra cui spiccano i cugini Umberto Cristello, da poco scarcerato per precedente condanna per il reato di associazione mafiosa, e Carmelo Cristello, erano in grado di incutere timore ed omertà solo usando il cognome. Dice uno degli indagati, mentre parla di un’estorsione da fare: “Ah no!!! adesso vado là e gli dico che ho bisogno che devo pagare gli avvocati!“ […] “No, no, me li danno! Quando mi vedono il terrore hanno lì dentro! (ride)”.

 

Accertato una vasta attività di narcotraffico internazionale

A margine, è stata accertata anche una fiorente attività di narcotraffico internazionale di stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, approvvigionate attraverso il canale franco-iberico e destinate alla distribuzione nelle province brianzola e comasca e finanche in Germania. Nel corso dell’attività svolta sono state tratte in arresto in flagranza di reato per traffico internazionale di stupefacenti 7 persone, 2 delle quali con l’ausilio della Gendarmeria Francese ricostruendo un voluminoso traffico di stupefacenti. Contestualmente sono state eseguite ulteriori 18 perquisizioni presso abitazioni, ristoranti, esercizi commerciali e terreni nelle province di Monza e della Brianza, Como, Reggio Calabria, Lecco, Reggio Emilia, Macerata.

 

 

 

 

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