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La consegna

Nuove divise e più sicure per i soccorritori di Avis Meda

Sono state acquistate grazie a un contributo di 18mila euro del Comune.

Nuove divise e più sicure per i soccorritori di Avis Meda
Cronaca Seregnese, 09 Gennaio 2021 ore 16:11

Un centinaio di nuove divise per garantire una maggiore sicurezza ai soccorritori di Avis Meda. Sono state consegnate nel pomeriggio di oggi, sabato 9 gennaio 2021, nell’area esterna della sede del sodalizio, in via Confalonieri.

Nuove divise per l’Avis Meda

Si tratta di divise all’avanguardia, di terza classe dal punto di vista visivo, emorepellenti (non lasciano passare il sangue o altre sostanze) e che favoriscono i movimenti. Sono un centinaio, a disposizione dei settanta soccorritori di Avis Meda, e sono state acquistate grazie al contributo di 18mila euro del Comune. La prima divisa è stata consegnata simbolicamente a Giuliana Bartesaghi, moglie di Gianmaria Maderna, lo storico volontario recentemente scomparso. La medese ha apprezzato il gesto simbolico di Avis e ne ha compiuto uno altrettanto bello, donando nuovamente la divisa ad Avis, “in modo che possa utilizzarla un altro soccorritore. Le divise vanno consumate”.

Il presidente Roberto Bovo: “Grazie al Comune per il contributo”

“Oggi consegniamo ufficialmente le nuove divise alla presenza dell’Amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Luca Santambrogio e dall’assessore Andrea Bonacina, che ha dato un contributo fondamentale per l’acquisto – ha esordito il presidente di Avis Meda, Roberto Bovo – Le abbiamo prese con standard elevati per aumentare il livello di sicurezza dei soccorritori”.

Il sindaco Luca Santambrogio: “Grazie per quello che fate”

“E’ il contributo di tutti i cittadini, grazie per quello che avete fatto per l’emergenza Covid e non solo – il commento del primo cittadino – La città è legatissima a voi, siete degli angeli. Grazie a queste divise potrete svolgere in condizioni ancora più sicure le attività che già fate per noi, sia il servizio in ambulanza che quelli per i disabili o gli anziani. Siete davvero una squadra unica”.

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