Villasanta

Oltre mille persone in marcia per chiedere la pace in Ucraina

Ieri sera, venerdì 4 marzo 2022, tantissime persone hanno partecipato alla fiaccolata per la pace organizzata dall'Amministrazione comunale villasantese e dalla comunità pastorale Madonna dell'Aiuto

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Oltre mille villasantesi sono scesi in piazza per chiedere lo stop al conflitto armato e la pace in Ucraina.

Ieri sera, venerdì 4 marzo 2022, tantissimi grandi e piccini, genitori, nonni, consiglieri comunali, studenti delle scuole, membri delle associazioni sportive, ricreative e culturali villasantesi, hanno affollato piazza Martiri della Libertà per la fiaccolata per la pace organizzata dall'Amministrazione comunale e dalla comunità pastorale Madonna dell'Aiuto.

 

Una marcia silenziosa che ha percorso le vie del centro e che si è conclusa nella chiesa di Sant'Anastasia, a Villasanta.

A dare il benvenuto ai presenti c'era il sindaco Luca Ornago e il parroco don Alessandro Chiesa.

Un fiume di gente in piazza

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Le parole del sindaco

Toccanti le parole del sindaco Ornago.

"In queste ore mi sono interrogato su questo momento e purtroppo ho realizzato una volta di più di quanto poco possa fare un sindaco di un paese della Brianza per fermare la guerra in Ucraina - ha sottolineato il primo cittadino con tono commosso - Ma credo che il sentimento che proviamo stasera ci livella, ci rende uguali e coesi e questo fa di noi una vera comunità. In questi giorni mi hanno colpito molto le parole di  Valerio Nicolosi, il corrispondente del Tg1 nei territori di guerra. Commendando in diretta tv, poco prima dell'attacco russo, ha detto testualmente queste parole: "qualora l'attacco russo venisse confermato questa notte per noi la situazione si farebbe complicata". Mi ha colpito il suo stile moderato e pacato, l'aggetivo moderato che ha usato nella sua cronaca. Mi ha fatto pensare a tanti stili che utilizziamo tutti noi ogni giorno per commentare situazioni molto meno complicate".

Il saluto di don Alessandro

Anche il parroco, prima della partenza del corteo, ha invitato i presenti a riflettere su tre aspetti: il cammino, la luce e il silenzio.

"Tra poco cammineremo per le vie della città - ha sottolineato il sacerdote - Camminare è un gesto simbolico. Noi stasera non vogliamo e non possiamo stare fermi. Chi è fermo è chi si trova a teatro o al cinema. Fermo è lo spettatore che è immobile, inerme. Lo spettatore che sta davanti allo schermo a vedere il dramma che si sta consumando in Ucraina. Noi invece vogliamo idealmente arrivare ai luoghi della guerra per innalzare il nostro grido di pace. E poi tutti quanti abbiamo una fiaccola accesa in mano. La guerra getta sempre l'uomo e l'umanità nelle tenebre, nel buio. Dense tenebre si stanno alzando dai paesi dell'Est. Ma è meglio accendere una candela che maledire il buio diceva un saggio. Vogliamo essere uomini e donne di luce e di speranza. Infine vi chiedo di fare silenzio durante la marcia. Noi non siamo abituati al silenzio, soprattutto i più piccoli. Di fronte alla guerra, agli orrori e alle vittime non abbiamo parole perchè non ci sono parole da dire. Camminiamo in silenzio perchè non c'è niente da aggiungere, c'è solo un silenzio che è affetto e vicinanza per le vittime di questa tragedia".

La testimonianza di Maria e Davyd

Prima della partenza della marcia Maria, una signora di origini ucraine che svolge la professione di badante a Villasanta, ha ringraziato i presenti per la vicinanza all'Ucraina. Subito dopo un ragazzo delle scuole medie ha letto una preghiera di Madre Teresa di Calcutta. Infine ha preso la parola anche il campione di handbike Davyd Andryiesh, di origini ucraine e residente a San Fiorano, che ha raccontato il dramma della guerra.

 

 

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