Omicidio di Legnano, sabato il funerale della vittima

La cerimonia è in programma per le 14.30 alla chiesa del Santissimo Redentore.

Omicidio di Legnano, sabato il funerale della vittima
05 Luglio 2019 ore 08:00

Omicidio di Legnano, il funerale di Michele Campanella è stato fissato per sabato 6 luglio 2019.

Omicidio di Legnano, è il momento delle esequie

Saranno celebrate domani, sabato 6, le esequie del legnanese ucciso dal figlio. La cerimonia, come riportato nell’ampio servizio su Settegiorni Legnano-Alto Milanese in edicola, si terrà alle 14.30 nella chiesa del Santissimo Redentore, a poca distanza dal luogo del delitto, consumatasi in via Sante Giovannelli, strada a senso unico che parte da via Barbara Melzi per arrivare in via Carlo Cattaneo. Erano passate da poco le 10.30 di lunedì primo luglio quando, nell’appartamento della famiglia Campanella, al terzo piano del civico 4, una lite tra padre e figlio è sfociata  in tragedia. Marco, 36 anni, si è scagliato contro il genitore, Michele, 71, colpendolo ripetutamente con due coltelli.

I risultati dell’autopsia e l’udienza di convalida dell’arresto

L’uomo ha tentato inutilmente di difendersi, stramazzando poi a terra senza vita. Almeno dieci i colpi infertigli dal giovane, ma sarebbero stati i primi quattro a causarne la morte. Lo dicono i risultati dell’autopsia, effettuata mercoledì 3 luglio all’Istituto di medicina legale di Milano. Nella stessa data, il giovane è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari Luisa Bovitutti per l’udienza di convalida dell’arresto con l’accusa di omicidio volontario. Marco Campanella si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma ha voluto rendere alcune dichiarazioni spontanee. «Ho reagito dopo anni di violazione della mia privacy» avrebbe detto al magistrato bustocco. Difeso dall’avvocato Alice Sanson, il legnanese si è poi chiuso nel silenzio e ha preferito non tornare nemmeno su quanto aveva dichiarato nel pomeriggio di lunedì primo luglio al pubblico ministero Francesca Parola, titolare del fascicolo d’indagine (alla quale ha raccontato che il padre osteggiava apertamente il suo desiderio di proseguire gli studi, lo incalzava da tempo affinché trovasse un lavoro e, specialmente negli ultimi due anni, durante le frequenti discussioni sul tema usava «toni pesanti»: «Mi faceva sentire inadeguato, mi umiliava»). In silenzio resta anche il suo legale, che ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti.

La pena potrà variare da un minimo di 24 a un massimo di 30 anni

Campanella resterà in carcere in attesa del processo. Il pm Parola, titolare del fascicolo d’indagine, non gli ha contestato l’aggravante del legame parentale perché, secondo una sentenza della Cassazione, tale misura non è applicabile ai discendenti adottivi. L’accusa quindi non potrà chiedere la condanna all’ergastolo, qualora non emergano altre aggravanti (per esempio la premeditazione), e la pena potrà variare da un minimo di 24 a un massimo di 30 anni.

 

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