Sponsorizzazioni con frode per F1 e rally: tre società brianzole coinvolte

Operazione "Hidden Accounts" tre società brianzole coinvolte. Tutte, per abbattere l'imponibile, avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti

Sponsorizzazioni con frode per F1 e rally: tre società brianzole coinvolte
Monza, 20 Dicembre 2017 ore 12:32

Emergono nuovi dettagli in merito all’indagine “Hiddens Accounts” della Guardia di Finanza di Monza e che ha portato all’arresto di 5 persone – tra cui un Lissonese – e ad indagare altre 82 persone.

Operazione “Hidden Accounts” tre società brianzole coinvolte. Una è Sias

Stando a quanto ricostruito dalle fiamme gialle brianzole delle 85 società distribuite su tutto il territorio nazionale coinvolte nell’indagine, tre sono in Brianza e una è  Sias. Tutte, per abbattere l’imponibile tra il 2007 e il 2014, avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti – per lo più consulenze – per svariati milioni di euro, destinate a società inglesi incaricate delle sponsorizzazioni ufficiali di piloti e team di Formula Uno, Rally e categorie minori.

Le società inglesi, scorporata la percentuale destinata alle corse, riciclavano il denaro facendolo sparire attraverso “società scatole vuote” con sede a Panama fino al 2014, poi con sede nelle Isole Marshall e infine a Dubai. Da lì il denaro veniva accreditato su conti cifrati gestiti da fiduciarie con sede a Lugano, ritenute le “registe” del sistema criminoso, le quali a loro volta ne restituivano una parte alle società di partenza sempre attraverso conti cifrati, oppure consegnando il denaro in contante per mano di fidi collaboratori o acquistando immobili di pregio.

Inchiesta nata dalle indagini sulla gestione dell’Autodromo di Monza

L’inchiesta “Hidden Accounts” è nata a conclusione di quella sulla gestione dell’Autodromo di Monza, suddivisa in due filoni tra il 2012 e il 2014.Indagine in cui emerse l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per circa un milione di euro da parte di Sias. Tra le cinque persone arrestate risulta un imprenditore di Lissone  che ha già avviato il patteggiamento con la magistratura, uno di Piacenza residente da anni a Dubai e uno abruzzese domiciliato a Londra.

L’Operazione Autodromo

L’operazione, nel maggio 2012, aveva fatto scoppiare una vera e propria bufera sull’Autodromo. Sette persone erano finite sotto indagine per false fatturazioni, altri reati fiscali e turbativa d’asta in relazione alla gestione della Sias, la società che ha il controllo sul circuito.
A far scattare le indagini era stato il presidente di Sias Paolo Guaitamacchi a febbraio che si era accorto che qualcosa non quadrava nei conti della società e aveva inviato una segnalazione in Procura per chiedere di indagare.
Turismo 2020
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità
ANCI Lombardia