Parroco nudo in sacrestia finisce su una app di incontri gay

E’ un sacerdote della diocesi di Bergamo il protagonista di una misteriosa fotografia circolata in queste ore sul web.

Parroco nudo in sacrestia finisce su una app di incontri gay
07 Giugno 2018 ore 09:32

Parroco nudo in sacrestia finisce in un selfie per una app di incontri gay. Ma lui nega tutto: “E’ un fotomontaggio”. La notizia è apparsa ieri sul Giornale di Treviglio. Il segretario generale della Diocesi di Bergamo Monsignor Giulio Dalla Vite: “Valuteremo querele per diffamazione”.

Il caso che agita la Curia bergamasca

E’ un sacerdote della diocesi di Bergamo il protagonista di una misteriosa fotografia (un fotomontaggio, ha detto lui) circolata molto in queste ore sul web, partendo da una nota applicazione per incontri per omosessuali. Un vero e proprio caso che ha agitato molto la Diocesi bergamasca.

Selfie nudo in sacrestia

La foto sarebbe stata pubblicata su una nota applicazione per incontri gay e raffigurerebbe il sacerdote nella sacrestia della chiesa del paese di cui è parroco, nudo. Si parla anche di altri scatti, riguardanti anche un altro sacerdote della stessa diocesi, dettaglio tuttavia non confermato.

“Dimostreremo che è un fotomontaggio”. Ma per ora nessuna denuncia

“E’ vero, abbiamo convocato il parroco e l’abbiamo sentito. Ci ha assicurati che si tratta di un fotomontaggio e anche tramite il suo avvocato sta lavorando per dimostrarlo” conferma al Giornale di Treviglio il segretario generale della Diocesi Monsignor Giulio Dalla Vite. Il parroco si è ovviamente rivolto ai carabinieri per denunciare quello che ritiene essere un’azione deliberatamente costruita a tavolino per danneggiarlo. “Valuteremo in seguito la formalizzazione di eventuali denunce per diffamazione” ha detto il segretario generale. Sarebbero diverse le immagini comparse sulla app per incontri, ma l’attenzione della Curia è soltanto per quella ambientata in sacrestia. “A noi risulta una sola immagine, quella ambientata in sacrestia. Non sappiamo se ce ne siano altre,  raffiguranti altri sacerdoti o sedicenti tali”.

Nessun sospetto sui responsabili

Alla domanda se esistano ad oggi sospetti su chi possa aver realizzato il fotomontaggio e soprattutto sul perché, Dalla Vita ha spiegato che lo stesso sacerdote “non ne ha idea” e non sa spiegarsi l’accaduto. Nessun reato in ogni caso è ravvisabile nello scambio privato di fotografie osé, tra adulti. Non ci sono quindi indagini in corso da parte della Magistratura. Nemmeno la denuncia contro ignoti per diffamazione, da parte del sacerdote, per la pubblicazione del fotomontaggio, sarebbe stata ancora presentata.

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