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Paziente ultrafragile: “Se non mi vaccinate chiedo la residenza nel Lazio”

I familiari di Max Tresoldi di Carugate non riescono a prenotare la somministrazione del siero: "Prende da trent'anni la pensione di invalidità, ma non risulta negli elenchi".

Paziente ultrafragile: “Se non mi vaccinate chiedo la residenza nel Lazio”
Cronaca Brianza, 11 Aprile 2021 ore 13:01

La famiglia di Max Tresoldi di Carugate, il cinquantenne che è rimasto dieci anni in coma in seguito a un incidente stradale, minaccia di chiedere la residenza nel Lazio se non otterrà il vaccino.

Un’odissea burocratica

Da un mese stanno cercando di ottenere un appuntamento, ma inutilmente. Nemmeno ora che lo si può fare da soli attraverso il portale della Regione. “E’ un’assurdità – ha protestato Lucrezia Povia, la mamma – Lui ha la Legge 104, ma non risulta in elenco. Mia figlia ha anche chiamato il numero apposito, ma non è riuscita a farlo inserire. Ci hanno detto di contattare il medico. Lo abbiamo fatto, lui ha detto che dovrebbe avere sistemato tutto, ma ancora non riusciamo”.

Da un anno vivono nella paura

Da quando è arrivata la pandemia i familiari di Massimiliano vivono nel terrore che possa essere contagiato. Lui il 15 agosto 1991 rimase vittima di un grave incidente stradale, dopo il quale piombò in stato vegetativo per dieci anni. Ne uscì miracolosamente, ma con gravissimi danni neurologici, che lo espongono anche a una fragilità rispetto alle patologie. Come l’enfisema da cui è uscito qualche tempo fa. “Nella nostra casa entravano e uscivano fisioterapisti, medici, logopedisti – ha proseguito la mamma – Non facevamo più venire nessuno e lo tenevamo chiuso in casa per paura. Ora che loro sono vaccinati abbiamo iniziato a riprendere le terapie”.

Max non è nell’elenco degli ultrafragili

Anche il padre Ernesto ha provato a chiamare il call center regionale: “E’ trent’anni che prende i soldi della pensione di invalidità – ha detto – All’operatrice che mi ha risposto ho detto che se mio figlio non risulta nell’elenco dei pazienti ultrafragili, basta che chi di dovere incroci i dati  dell’Inps. E’ un mese che cerchiamo di venire a capo di questa storia. Se avessi chiamato le Iene l’avremmo già risolta. Le ho anche detto di far ascoltare la registrazione della chiamata ai suoi superiori”. La famiglia si è anche rivolta al sindaco Luca Maggioni: Ha detto che se non verrà a capo della cosa andrà in Regione“, ha concluso la madre. Di qui la provocazione: “Chiederemo di ottenere la residenza nel Lazio – ha concluso – Lì li hanno già vaccinato tutti”.

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