Sicurezza a bordo

Pendolare aggredita sul treno per Seregno: “Ho scritto a Trenord, chissà se mi risponderanno”

Le carrozze svuotate dall'epidemia e dalla paura di contagiarsi possono trasformarsi in un "terreno di caccia" ideale per dei malintenzionati.

Pendolare aggredita sul treno per Seregno: “Ho scritto a Trenord, chissà se mi risponderanno”
Cronaca Seregnese, 18 Gennaio 2021 ore 09:52

Il racconto di una pendolare aggredita sul treno per Seregno è stato condiviso sul gruppo Facebook “Comitato Viaggiatori TPL Nodo di Saronno”.

Pendolare aggredita, problemi di sicurezza sui treni?

L’epidemia, le restrizioni agli spostamenti e il timore nato intorno ai mezzi pubblici come possibili luoghi di contagio hanno svuotato i vagoni dei treni. Molti pendolari, quando possono, preferiscono usare l’auto per andare al lavoro, col risultato che spesso i treni viaggiano semivuoti. E c’è chi delle cabine svuotate si approfitta per furti o aggressioni. E’ successo così a una donna che il 12 dicembre stava viaggiando sul treno delle 20.05 partito da Saronno.

“Seconda carrozza, treno vuoto, di solito mi metto in prima carrozza anche se spesso il capotreno non esce comunque dalla cabina di guida, ma quella sera ero esausta, mi sono buttata sul sedile e ho ricominciato a lavorare”.

“Mi sono difesa, aggressore identificato e segnalato”

E’ stato in quel momento che un uomo le si è avvicinato aggredendola, senza che nessuno potesse vederli e intervenire.

Dopo aver lottato con l’aggressore sono riuscita a divincolarmi e a scaricargli una bomboletta al peperoncino in faccia – scrive –  Il capotreno ha chiamato i carabinieri di Seregno, il treno è stato rallentato per permettere loro di arrivare al binario e prenderlo in consegna. È stato identificato e segnalato.

Io sono una donna adulta, ma il pensiero che potesse e possa  capitare a una persona più debole o meno pronta a difendersi non mi ha lasciato dormire sino a che non ho concluso la denuncia.

Ho scritto anche a Trenord, chiedendo se a seguito dell’accaduto intendano rivolgere più attenzione alla sicurezza della tratta. Chissà se risponderanno mai”.

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