Hanno un nome i presunti responsabili del brutale accoltellamento che nella notte del 29 maggio 2026 aveva ferito gravemente un ragazzo monzese di 17 anni, colpito al cuore durante un tentativo di rapina in via Lipari a Monza.
Due indagati per il 17enne accoltellato
La Procura ha notificato un avviso di garanzia per concorso in tentato omicidio e tentata rapina aggravata a Ibrahim, diciannovenne di origine egiziana residente a Monza, già detenuto in carcere. Con lui è indagato anche un connazionale ventenne residente a Sesto San Giovanni.
La svolta investigativa è arrivata grazie a quanto accaduto poche ore dopo l’aggressione. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dopo aver lasciato Monza i due si sarebbero spostati a Sesto San Giovanni dove, insieme a un terzo cittadino egiziano residente a Cinisello Balsamo, avrebbero commesso un furto con strappo ai danni di una prostituta.
In quel frangente i tre sono stati arrestati in flagranza dai carabinieri di Sesto San Giovanni. Da lì sono partite le indagini che hanno visto lavorare di concerto coi colleghi i Carabinieri monzesi a cui la vittima aveva sporto denuncia. Fondamentale è stata proprio la descrizione che la vittima e l’amico che era con lui aveva fornito dei suoi aggressori, oltre all’uso delle telecamere. Non solo.
Durante l’arresto a Sesto, i militari hanno trovato un coltello nello zaino di uno dei fermati e hanno sospettato subito potesse essere lo stesso dell’aggressione avvenuta a Monza. Da lì sono partiti gli accertamenti che hanno consentito di collegare i due episodi e che, nei giorni scorsi, hanno portato alla notifica degli avvisi di garanzia.
Per Ibrahim (nel frattempo condannato per i fatti avvenuti a Sesto dopo l’arresto in flagranza e la direttissima) la notifica è avvenuta in carcere, dove si trova già detenuto.
Aggredito mentre tornava a casa
Il fatto aveva scosso profondamente il quartiere San Fruttuoso, dove risiede il 17enne aggredito, studente del Mapelli.
Quella che doveva essere una serata di festa per la promozione del Monza in Serie A si è trasformata in un incubo. Il diciassettenne, s calciatore di una squadra amatoriale del quartiere, stava tornando a casa insieme a un amico dopo aver seguito in un bar la finale contro il Catanzaro. Era da poco passata l’una di notte quando i due, in monopattino, hanno imboccato il collegamento tra via Lipari e via Fiore Martelli, a pochi passi da viale Romagna. Qui sono stati avvicinati da due giovani magrebini che, secondo gli investigatori, sarebbero proprio gli indagati. I due hanno intimato ai ragazzi di consegnare cellulare, portafoglio e chiavi di casa. Di fronte a un’esitazione, uno degli aggressori ha estratto un coltello e ha colpito il diciassettenne al petto, raggiungendogli il cuore. I rapinatori sono poi fuggiti senza riuscire a portare via il bottino. L’amico ha avuto la prontezza di chiamare immediatamente i soccorsi. Il ragazzo è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico e ha trascorso alcuni giorni anche in Terapia intensiva. Dopo giorni di apprensione è riuscito a superare la fase più critica ed è stato infine dimesso.
Il duro commento di Corbetta (Lega)

Consiglio regionale
Sulla svolta delle indagini è intervenuto anche il capogruppo della Lega in Regione Lombardia, Alessandro Corbetta, che già all’indomani dell’aggressione aveva chiesto di fare piena luce sull’accaduto.
«Per il brutale accoltellamento del diciassettenne monzese dopo i festeggiamenti per la promozione del Monza in Serie A risultano indagati due giovani di origine egiziana. Vedremo come evolverà l’indagine, ma se le accuse fossero confermate significa che ci avevamo visto giusto: le modalità di questa violenza inaudita che poteva portare alla morte del giovane monzese richiamano quelle delle baby gang e dei cosiddetti maranza, spesso nordafricani armati di coltelli, che colpiscono con una cattiveria e un’incoscienza mai vista prima. Una vera piaga sociale in molti paesi europei, che purtroppo colpisce anche Monza».
Corbetta ha quindi aggiunto:
«Questa violenza non può diventare la normalità. Serve più determinazione da parte della Giunta comunale sul fronte della prevenzione e del controllo, insieme a nuove misure a livello nazionale. Il governo ha già inasprito molto pene e introdotto diverse azioni sulla sicurezza ma evidentemente occorre fare di più. Continuerò a ripeterlo: a Roma devono ascoltare di più la Lega. Per riportare sicurezza e serenità nelle nostre città e contrastare un fenomeno straordinario, servono risposte straordinarie, a partire da un piano per la remigrazione di cui beneficeranno gli italiani e gli stranieri onesti e integrati».